1928 Maggio

La morte del commendatore Vincenzo Casasola 09.04.1928

 

Ieri mattina ha cessato di vivere il commendator Avv. Vincenzo Casasola, che da tempo, colpito da paralisi progredente, era gravemente impedito nel movimento delle gambe.

Nato nel febbraio 1845 in Buia, si era laureato in legge nel 1808. Con lui scompare una delle più tipiche figure del laicato cattolico del Friuli. Uomo di intelligenza non comune, integerrimo nella vita, inflessibile nella professione privata e pubblica dei principii religiosi, cattolico militante fino a tanto che gli bastarono le forze, lascia dietro a sé una scia luminosa, per cui sarà ricordata a lungo nel Friuli la sua coerenza di carattere, la sua operosità virtuosa, l'impulso al bene religioso, morale e sociale del popolo.

Coprì per una lunga serie di anni la carica di presidente della Giunta diocesana, e diede all'Azione Cattolica la parte migliore della sua attività. Papa Leone XIII, nel luglio 1895, lo nominò cavaliere di S.Gregorio Magno e nel 1902 gli fu conferita dalla S.Sede la commenda dello stesso Ordine.

 Fu consigliere comunale di Udine, consigliere e deputato provinciale per molto tempo, e portò in tutte le questioni, su tutti i punti controversi, la sua parola franca, illuminata e ascoltata sempre volentieri dagli amici e dagli avversari. Dagli avversari non della persona, che tutti lo stimavano e gli volevano bene, ma delle sue idee, che erano temprate alla più assoluta intransigenza in linea di principii cattolici.

Durante l'invasione fece parte del Comitato Cittadino provvisorio e del Consiglio comunale. Anche in quelle tristi giornate la sua anima fervidamente italiana non si piegò affatto. Ci piace anzi trascrivere, a dimostrazione dell'asserto, parte del verbale n.136 della seduta dell'11 maggio 1918 del Comitato Cittadino provvisorio: "(...) il presidente cav. Nimis legge la ordinanza dell'I. R. comandante di città colla quale dichiara di sciogliere il Comitato Cittadino provvisorio e dà incarico al presidente di consegnare l'intera Amministrazione comunale al neonominato Sindaco del Comune nob. Orgnani - Martina. Il comm. Casasola crede che sarebbe opportuno presentare una rispettosa osservazione all' I. R. Comando, perché essendo stata invocata la legge comunale e provinciale italiana nel decreto di scioglimento del Comitato, sindaco e Giunta sono stati nominati dal Comando invece che dal Consiglio stesso. Il presidente, dopo avere dichiarato per conto proprio di astenersi, mette ai voti la proposta (...) ". In altra occasione la sua voce si levò per protestare contro atti illegali del nemico invasore.

 Le istituzioni della Banca cattolica e del Collegio Arcivescovile devono molto al Dr. Avv. Casasola come pure la Società di S. Vincenzo e il Segretariato del popolo. Ma è superfluo fare delle enumerazioni e delle indicazioni specifiche. Da un cinquantennio a questa parte non sorse in Friuli nessuna opera di istruzione, di assistenza e di organizzazione che avesse comunque carattere cattolico, senza che l'Avv. Casasola vi portasse la sua opera, la sua parola, il suo consiglio. Conventi di monache e di frati, sacerdoti e laici ricorrevano a lui come a consigliere disinteressato, sicuro, amoroso nelle multiformi controversie che la vita suol preparare. Era l'amico di tutti, il propulsore di ogni opera benefica, il vero tipo del galantuomo.

Il Friuli in genere, il Friuli cattolico in specie, avrà il Dr. Avv. Vincenzo Casasola in grato e perenne ricordo, e la memoria di lui passerà ai posteri come quella di uno dei più illustri, dei più stimati, dei più benemeriti figli di questa terra generosa e patriottica. Alla figlia ed ai congiunti tutti, l'espressione del nostro sentito cordoglio.