1936 Febbraio |
Preghiamo per la patria |
La Patria chiama. Il nostro esercito è impegnato sul suolo africano, in un'impresa dalla quale dipendono per l'avvenire il prestigio e la prosperità della Nazione. Tutto il popolo stretto in una mirabile disciplina intorno alla Maestà del Re e al Capo del Governo, partecipa con i voti più fervidi allo sforzo poderoso dei suoi figli, dei soldati d'Italia, che combattono lontano sotto i tropici e attende con serena e certa fede che gli eventi si compiano. Ma noi cristiani, al disopra dei propositi, degli sforzi e degli eventi umani, riconosciamo e adoriamo la Provvidenza di Dio e ricordiamo le parole del Salmista ispirato: "Se il Signore non custodisce la città, veglia invano chi ne tiene la difesa". Dobbiamo sopratutto pregare. Preghiamo per il nostro Re, per il Capo del Governo e per i loro collaboratori, perché illuminati è sostenuti dalla grazia divina sappiano, vogliano e possano attuare quanto nei disegni di Dio, secondo giustizia e carità, è necessario al miglior bene della patria nostra. Preghiamo per tutti i cittadini, perché nella disciplina e nell'ossequio alle Autorità conservino la civile concordia, e siano pronti e generosi a tutti i sacrifici che la grandezza della patria potesse richiedere. Preghiamo in modo particolare per il nostro esercito e per i suoi capi, per tutti i nostri soldati, perchè siano sempre pari all'arduo loro compito di difendere la Patria ed onorarne la bandiera gloriosa. Preghiamo per le famiglie, alle quali la lontananza dei loro cari sotto le armi impone i più gravi sacrifici e cagiona le più dolorose trepidazioni. Preghiamo e confidiamo nella Divina Provvidenza ricordando l'insegnamento dell'Apostolo: "A coloro che amano il Signore tutto ritorna a bene". Stiamo nella grazia di Dio, evitiamo e impediamo, per quanto sta in noi, ogni offesa di Lui, per non provocarne i castighi, per non demeritarne la misericordia e la protezione. Preghiamo e, militi dell'Azione Cattolica, operiamo: intensifichiamo il nostro apostolato in mezzo al popolo perché, con il fervore patriottico, si accrescano la vita religiosa e lo spirito di sacrificio. Il Capo del Governo nel suo recente discorso ha ricordato che il popolo italiano è "popolo di eroi e di santi". Preghiamo dunque e operiamo; e come i Santi e gli Eroi, tutti i soldati d'Italia sapranno superare ogni difficoltà, affrontare ogni cimento, conquistare la vittoria, e tutti i cittadini saranno pronti a sostenere qualunque sacrificio che il bene e la grandezza della Patria potessero richiedere. |