1938 Diucembre

Leggere attentamente

di Giovanni Chitussi

 

Mercoledì 16 novembre p.p. ho riunito il consiglio parrocchiale per metterlo al corrente della situazione finanziaria in cui si trova la Chiesa ed i lavori che sono stati fatti. Certo che la situazione non è delle più floride, ma tutto considerato si fronteggia almeno fino ad oggi meglio di quanto si sarebbe aspettato, quantunque parecchie famiglie di discrete condizioni economiche non abbiano contribuito in nulla.

Per convincersi basta tener dietro a quanto mensilmente si pubblica sul bollettino.

Ho voluto mettere al corrente il consiglio parrocchiale anche della situazione economica in cui si dibatte il beneficio arcipretale, che risulta la peggiore di tutti i benefici della forania.

Son certo che molti dinnanzi a quanto esporrò, previa deliberazione del consiglio parrocchiale, aggrotterà le sopraciglia, scuoterà le spalle, si divagherà in critiche, ecc ecc.

Premetto che scrivo per tutti ma non di tutti, non è quindi il caso che se la prendano quelli che hanno la coscienza a posto.

Il quarto precetto della Chiesa dice di pagare le decime (quartese) secondo le usanze: ora l'usanza nella nostra diocesi è di dare il 2-1/2 per cento sui prodotti della terra. (Frumento, segala, orzo, fagiuoli, patate, vino, granoturco). Questa usanza non vuol dire libertà per il produttore di dare quello che vuole, ma costituisce un obbligo sacrosanto di coscienza.

È doloroso constatare che molti dei parrocchiani non sentano e non soddisfino a questo loro dovere e credano di essere a posto quando hanno contribuito con una regalia qualunque che in molti casi non costituisce neppure la metà di quanto dovrebbero.

Dinnanzi a questa grave mancanza non posso restare indifferente ed è mio preciso dovere di far sentire la mia voce in difesa dei diritti della Chiesa e del Beneficio.

Stiano pur tranquilli gli inadempienti che non farò l'ufficio di un agente fiscale, e non adirò vie giudiziarie, sebbene questi diritti si potrebbero far valere legalmente; ma d'altra parte non si illudano che questa mancanza passi sempre inosservata e senza quelle sanzioni che la Chiesa consente applicare in questi casi.

Il Consiglio Parrocchiale ha approvato all'unanimità i provvedimenti che prenderanno ogniqualvolta si presenterà il caso.

Rivolgo calda preghiera a quanti sanno di essere in dolo perché abbiano la bontà di mettersi in regola onde evitare delle sorprese nel momento opportuno, ed a me la dolorosa necessità di prendere delle parti odiose che potrebbero avere degli strascichi incresciosi nella vita parrocchiale.