1939 Febbraio |
Situazione morale - religiosa della Pieve di Giovanni Chitussi |
Il termometro della vita religiosa e morale di una parrocchia si desume dalla frequenza ai SS.Sacramenti. Se questo corrisponde alla verità devo dolorosamente confessare che la vita religiosa e morale da qualche anno va continuamente in ribasso. Difatti anni addietro in parrocchia si era raggiunta la bella e consolante cifra di oltre 74.000 Comunioni in un anno, cifra che è andata poi sempre diminuendo fino a scendere sotto le 50.000, e l'anno passato siamo appena arrivati alla cifra esatta di 47.535. Eppure si fa di tutto per dare incremento alla vita eucaristica parrocchiale: lampade viventi, ora santa, giornata eucaristica mensile, ore di adorazione, esercizi spirituali alla gioventù maschile e femminile, pia pratica dei primi venerdì del mese in onore del S.Cuore, ecc ecc. E con tutto questo si progredisce come il gambero! Di fronte a questo continuo regresso si verificano dei fenomeni che si possono chiamare consolanti, ma che hanno qualche cosa del misterioso e dell'inspiegabile. La frequenza degli uomini e dei giovani alla Messa parrocchiale festiva è degna di lode, ordinariamente il numero degli uomini supera di un terzo quello delle donne, il numero delle Comunioni nelle grandi solennità e ricorrenze, specie nelle ultime feste natalizie, è stato veramente edificante, in due giorni, Natale e S.Stefano, si sono fatte oltre 2.500 Comunioni, di cui più della metà uomini e giovani. Sotto questo aspetto si constata un miglioramento per quanto riguarda gli uomini. Non posso dire altrettanto per quanto riguarda le donne. Anni addietro era una consolazione assistere alla Messa quotidiana in Duomo dove si facevano giornalmente circa 100 Comunioni che oggi sono scese almeno di 40. Una diminuzione di oltre tre quinti. Se si tien conto che su 50.000 Comunioni annuali ben 20.000 sono formate da Comunioni di bambini e fanciulli dai sei ai tredici anni, le Comunioni della gioventù e degli adulti si riducono appena a 30.000, numero molto esiguo per una parrocchia come la nostra, di oltre 4.200 anime presenti. Dal suesposto appare evidente che mentre negli uomini si nota un miglioramento nella vita eucaristica, nelle donne abbiamo invece un grande peggioramento. Le 20.000 Comunioni che mancano sono quasi tutte di donne. Quali le cause? Non oso esporle perché, per quanto ho capito, le donne hanno già detto, per l'articolo sulla moralità dell' ultimo bollettino, che l'Arciprete l'ha fissa colle donne e che predica sempre contro le donne. Pure qualche cosa debbo dire anche a costo di urtare la suscettibilità del gentil sesso, poiché per quanto possa riuscire dura la verità bisogna farla conoscere. Secondo me ci sono troppi balli, troppi cinematografi, troppo esibizionismo nelle ragazze; d'altra parte le madri sono alcune troppo ingenue, altre non vivono nella sua realtà la vera vita di famiglia. Molte donne di oggi non sono come le donne di una volta che conoscevano ed amavano solo il proprio focolare e la propria casa, vogliono vivere, per dirlo con parola moderna, emancipate. Naturalmente questa vita mondana non si può assolutamente conciliare con una vita eucaristica e veramente cristiana. E siccome la vita del mondo importa apparentemente meno sacrificio, perché la vita del male è più facile di quella della virtù, così, venuto meno il corroborante di una vita eucaristica e di pietà, ci si adatta più facilmente alla vita del mondo che alla vita cristiana. Certamente in tutto questo non è esente da colpa neppure l'uomo perché troppo assente dalla vita di famiglia. Vorrei dire qualche cosa altro, ma lo rimando ad altra occasione. Quali i rimedi? Ne ho parlato tante volte sul bollettino, quindi non farei altro che ripetermi. Concludendo io non posso far altro che insistere per una vita religiosa più intensa poiché il TIMOR DI DIO è la base fondamentale di ogni benessere morale e materiale nella famiglia, nella società e nella Patria. |