1942 Gennaio

Doveri dei genitori per l’educazione (8)

di Giovanni Chitussi

 

Vigilanza !

I genitori devono esercitare una continua, grande e precisa vigilanza sulle compagnie, letture e sui divertimenti dei loro figliuoli. Bisogna preoccuparsi assolutamente di sapere con quali compagni preferiscono andare: non si conducano i propri figli a cinematografi e spettacoli se immorali, pericolosi, equivoci, a scene truci, di delitti, di sguaiataggine e simili. 

L'animo del fanciullo è ancora come uno specchio tersissimo, come una pellicola, da girare, ma sensibile assai ad ogni impressione esterna. Una immagine cattiva, una scena licenziosa, un sol gesto scorretto possono produrre un guasto enorme, irreparabile su di lui. Esso è fatalmente tratto ad imitare quello che vede, e massime ciò che lusinga di più le sue inclinazioni peggiori. Mentre invece il cuore del fanciullo ha bisogno  di serenità, di luce, di elevazione, di purezza,  di cose  belle. In casa non vi devono  essere - sotto niun pretesto, né artistico, né letterario - libri, quadri, fotografie, cartoline od immagini che possono turbare in qualsiasi maniera, attentare o corrompere il candore dell'innocenza. Commetterebbe un autentico delitto esecrando quel genitore che divenisse causa del corrompimento del figlio in tal modo.

Ricordino poi i genitori che i nostri bimbi più che obbedire imitano. Essi sono un incitamento e una predica continua ed  efficacissima al bene o al male. Siano perciò esemplari e modello in tutto: possano sempre dire: «Fate come noi stessi facciamo». E voglia Iddio che i nostri figliuoli possano, a lor volta, attraverso tutta la lor vita, essere edificati, sorretti, elevati e guidati dagli esempi eccellenti dei genitori. Sventurati quei figli che non possono avere questa impareggiabile fortuna, o magari le loro parole e raccomandazioni non sono affatto conformi alla loro condotta.

Buon esempio quindi in tutto, o cari genitori: nella preghiera, nella santificazione della festa, nell'adempimento degli altri doveri religiosi, nel parlare, nel trattare e anche nel mangiare e nel bere. Che scuola nefasta è quella d'un padre bestemmiatore, ubriacone, scioperato, prepotente e brutale in casa! Quale tremenda responsabilità per lui davanti a Dio! Che volete ne avvenga mai di quei fanciulli che vivono in un simile inferno? Gridano vendetta al cospetto del cielo le lacrime dei fanciulli che hanno padri indegni anche di tal nome sublime, di padri che non li amano, li maltrattano, li abbandonano nella miseria, hanno sconcezze, bestemmie ed imprecazioni ad ogni tratto, sperperano, gozzovigliano, si ubriacano, si divertono malamente! Sono la vergogna della casa e la rovina dei figli. Inzozzano quello che dovrebbe essere un santuario di bontà, di armonia, di bellezza, di amore. Ha una forza e valore infallibili la scuola dell'esempio.

A bove maiore discit arare minor, dicevano gli antichi: e cioè, dal bue maggiore e più vecchio impara il più piccolo ad arare, ed è notissima la risposta della gamberessa figlia alla gamberessa madre, che la rimproverava acerbamente perché camminava a ritroso:

Da voi appresi ogni costume mio: andate dritta, se potete, voi, e cercherò di seguirvi anch'io.

Vigilanza e attenzione sulle scuole e sugli stabilimenti e laboratori a cui mandate i vostri figliuoli. Non preoccupatevi solo del guadagno e del profitto: pensate sopratutto a salvaguardare la fede e la moralità dei giovani.

Quando i figli crescono.

Crescendo i figli, i genitori siano con loro buoni, amorevoli, pronti e premurosi, quasi dei fratelli maggiori, ma anche severi ed inflessibili per quanto riguarda i punti già accennaci precedentemente: che cioè non escano di casa alla sera, che non abbiano denari da spendere liberamente, che portino a casa e consegnino il guadagno del lavoro.

La casa non divenga mai una specie di locanda, dove si entra, si mangia, si dorme, e poi non si vede l'ora d'andarsene: non vi sia che una cassa, un sol amministratore e responsabile, per non creare altrimenti confusione, attriti, invidie, gelosie, astii ed altro di peggio. Come il padre è il capo riconosciuto e rispettato, il pontefice della famiglia, così ne sia l'amministratore unico e fidato: tuttavia, non appena l'età lo consente loro, è bene metterli al corrente degli interessi materiali della famiglia, massime quando guadagnano. Anche per una coesione maggiore e per evitare brontolamenti inutili, sospetti ed altri possibili guai.

Conclusione.

È una sola e chiarissima. Pensate, o genitori, alla responsabilità gravissima che avete dinanzi a Dio, alla società ed ai figliuoli stessi, nell'educazione loro. Del resto le conseguenze ricadranno precisamente su voi. Buone, consolanti e che vi ricompenseranno ad usura di ogni sforzo, premura ed ansia, se avrete infaticabilmente cercato di forgiare e crescere i vostri figli a sentimenti di vita pia e cristiana, per Iddio, per la Chiesa e per la società. Pessime, di danno irreparabile e che vi procureranno rimorsi terribili e castighi spaventosi se avrete seriamente trascurato tale formazione, peggio, se voi medesimi avrete mancato totalmente al vostro compito sacrosanto, o foste addirittura la causa della rovina dei vostri figli.

Ricordate che sarete giudicati da Dio non solo come cristiani ma anche come genitori. E solamente davanti al suo tribunale divino, un giorno, vi renderete conto appieno della bellezza, grandezza ed importanza di questi vostri doveri. Ma ora, subito senza ritardi, mentre siete in tempo, cercate di  farvene un'idea ben chiara e precisa, e fate proponimento sincero, solenne, di adempirli con coscienza scrupolosa.

Ma avete bisogno di aiuto, di assistenza, di forza. Chiedeteli a Dio, ogni giorno, colla preghiera più viva. Mettete spesso davanti alla vostra mente la piccola casetta di Nazareth: umile, povera, trascurata da tutti, ma modello mirabile di bontà, di armonia, di pace, di rispetto. Dove ognuno di quei tre membri, Gesù, Maria e Giuseppe, compie con perfetta rettitudine i suoi doveri particolari. Imparate da Essi ch'erano santi, e dal Figlio la santità stessa.

Vi sarà chiesto strettissimo conto di quello che avrete fatto pei vostri figliuoli e come l'avrete realmente fatto. E per primi ve lo chiederanno i figli medesimi. Possono ripetere attraverso tutta la lor vita ciò che molli uomini, grandi e piccoli, assurti a posti altissimi o rimasti nell'oscurità, famosi nella storia od ignoti, hanno potuto dire: « Se nella vita fui buono, se ho fatto qualcosa di bene, se mi sono salvato in mezzo a mille pericoli ed insidie, lo devo ai miei genitori!».

Che a niuno di voi, invece, capiti mai di essere esecrato, maledetto in vita e dall'eternità sventurata dell'inferno, dai suoi figliuoli, perché ne rovinaste il cuore e l'anima, non educandoli ma pervertendoli.

A completamento di tutto quello che vi ho detto su questo argomento, sappiate che nella vostra opera difficile e delicatissima avete dei collaboratori, che saranno all'uopo sempre al vostro fianco: il sacerdote e il maestro. È parte essenziale della loro missione curare l'educazione del fanciullo, vigilarlo, seguirlo, salvarlo. Ricorrete ad essi, consigliatevi, informateli, non trascurate per alcun motivo la loro cooperazione. Saranno felici di aiutarvi con tutta l'anima perché i vostri sacrifizi e sforzi siano coronati dal migliore successo.

—   FINE   —