1941 Dicembre |
A proposito di matrimoni di Giovanni Chitussi |
Non si insiste mai abbastanza su questo argomento. Per quanto si predichi e si faccia catechismo non si capisce nulla, perché il catechismo è completamente trascurato specialmente dalla gioventù. Il matrimonio è un Sacramento, quindi una cosa santa, e le cose sante devono trattarsi santamente. È doloroso constatare come la nostra gioventù si accosti a questo Sacramento come si trattasse di un contratto qualunque. Le conseguenze di questa leggerezza molte e molte famiglie le conoscono per esperienza. Rendo noto che anche per fare le pratiche di matrimonio ci vuole il suo tempo. Quando gli sposi sono della parrocchia e tutto proceda bene ci vogliono almeno tredici o quattordici giorni; se lo sposo è fuori di parrocchia il tempo può essere più lungo; se lo sposo o la sposa sono di altra diocesi, allora tutte le pratiche, quando sono completate e prima di procedere alla celebrazione del matrimonio, devono essere vidimate dalla Rev.ma Curia Arcivescovile. È inutile avere premura. I matrimoni non si fanno a tamburo battente. Bisogna quindi pensar bene prima, prendere le proprie misure a tempo e non pretendere dal parroco l'impossibile. Sono diventati di moda i matrimoni per procura. La legge civile non ha mai ammesso questi matrimoni, la Chiesa li tollera in casi gravi ed urgenti, non per sistema. In tali casi ci vogliono due procure: una religiosa da farsi innanzi al Parroco e due testimoni e vidimata dall'Ordinario, se trattasi di militari innanzi al Cappellano militare e vidimata dal Vescovo Castrense, civile la seconda da farsi dinnanzi al notaio e vidimata del Tribunale competente, se trattasi di persona all'estero dinnanzi al R. Console e vidimata poi in Italia dal Ministero competente. In tutti i matrimoni si tenga presente che dispensa dalle pubblicazioni civili deve chiedersi pel tramite del Municipio al Procuratore del Re, solo in qualche caso raro ed urgente l'Ordinario (S. E. Mons. Arcivescovo) può autorizzare il matrimonio, gli interessati devono però presentarsi personalmente ed esporre i propri motivi. |