1941 Gennaio |
Su e giù per Buia di Giovanni Chitussi |
Vi è mai capitato d'incontrare della buona gente che sia così gentile da prendersi la pena, specialmente in tempi così critici come i presenti, di provvedere al vostro fabbisogno di calzature? Sembra impossibile eppure è vera! Della buona gente ve n'è ancora, basta saperla trovare. E per trovarla basta saper imbroccare una certa stradicciola di campagna che, dopo neppure un centinaia di passi, vi porta gentilmente sulle soglie di quella ospitalissima casa. «Attenti al cane». Se anche non fosse scritto vi avvertirebbe di stare sull'attenti un grosso mastino che vi accoglie con faccia burbera, ma che nasconde sotto il lungo bruno pelo un cuore generoso che trova rivali solo in quello del suo padrone. Entrate pure. La signora (come chiamarla altrimenti?) vi accoglie col franco e schietto sorriso della gente nostra buona e laboriosa. Esponete il caso. Si tratta (lo sapete pure che i Sacerdoti di Buia non san far altro) di quella benedetta offerta per il campanile. La signora, con un mesto sorriso, vi prega di attendere e chiama quel Cerbero di suo marito che attende alle sue faccende. Ricordate il lontano rumoreggiare del tuono in una afosa giornata estiva, quando si prepara il temporale? Ebbene avete un'idea dell'approssimarsi del nostro caro amico. Appena giunto sopra di voi (l'amico o il temporale?) vi lascia cadere una pioggia così fitta, una grandinata così spaventosa mista a lampi, tuoni e fulmini, che il Questuante alle prime armi, che non conosce troppo bene i suoi polli, non sa Una caccia fortunata ha portato su quel desco un ingenuo leprotto che credeva ancora nella bontà degli uomini. L'invito è accettato. Passa la serata fra la più schietta allegria, riandando (questa volta anche il Cerbero con un sorriso) alle vicende e tempeste passate. Non una piccola nube viene ad offuscare il tersissimo cielo. Una sola nota di tristezza, ma non tra i convitati: il micio non sa darsi pace, come la Biblica Rachele, è inconsolabile. Un sospetto passa nella mente dei convitati. Che fosse proprio così??!! Per il micio non valgono esortazioni, non valgono conforti. Da un cantuccio all'altro della casa se ne va piangendo a caldi miagolii la morte di suo fratello, con negli occhi la fosca visione di quella che sarà la sua prossima fine. A voi i commenti. Prima di partire però un portafogli, quello del Burbero Benefico, si alleggerisce e quello di Monsignore si impingua. Ultimo quadro: Neve... Neve abbondante che col suo immacolato fulgore tutto ricopre. Bimbi che si baloccano, grandi che diventano piccoli dilettandosi in una lotta incruenta a basi di fragili bombe a mano. Fin qui niente di straordinario. Ogni anno succede così. Lo straordinario lo avreste visto se vi foste incontrati in certe signorine (una sola veramente) troppo allegre e che per questo potreste chiamare allegrine, che indossato un perfetto costume maschile, con gli sci in spalla se ne vanno sui bei colli di Buja a ritemprare le forze esauste dall'opprimente lavoro. Più straordinario spettacolo avreste visto se vi fosse dato di osservare a fare certi madornali capitomboli per niente conformi alle regole dello sport sciistico. Che male c'è? Nessuno. Per questo lo abbiamo pubblicato sul Bollettino. |