1942 Giugno

Per la ricorrenza Storica

 

Le prenotazioni per il libro storico «BUJA E IL SUO DUOMO - ORIGINI E VICENDE», sono incominciate felicemente e si spera di arrivare quanto prima ad un numero di copie che compensi la spesa di stampa.

Qualcuno ha osservato che non era necessario ricorrere a prenotazioni poiché il libro, una volta pronto, si sarebbe acquistato. (E qualcuno lo credeva già stampato).

Il Comitato ha fatto appello - e lo ripeto qui - per assicurarsi di poter in tal modo evitare una spesa superiore alle possibilità, poiché come si è detto, carta e mano d'opera costano enormemente.

Per ciò quei cittadini che veramente hanno passione per la storia del natio loco ed amano conoscere il passato, il vanto e la gloria millenaria della nostra terra, diano senz'altro la propria adesione per l'acquisto del volume presso la Banca Cooperativa di Gemona, oppure presso P. Menis in S. Stefano.

Per la straordinaria circostanza il concittadino Mattia Monassi, che nell'arte della medaglia si è fatto un nome, ha preparato una medaglia commemorativa, nel cui recto, fra simboli, figura una pergamena spiegata dove si legge la seguente scritta: «CAROLUS IMPERATOR - PAULINO PATRIARCHAE - DCCXCII - D.D. PLEBEM BUJAE - D.D.», e cioè : Carlo (Magno) Imperatore a (S.) Paolino Patriarca, nel 792 la Pieve di Buja donava.  

Nel verso della medaglia invece abbiamo una torre medioevale merlata in mezzo ad una vegetazione rigogliosa, (Buja nel mare del suo verde) mentre all'intorno si svolge aerea una nodosa catena e cioè ad illustrare, vuoi la catena degli anni, che sono 1.150, vuoi la leggenda relativa al castello. Ricordate?

Narra la leggenda che nel sotterraneo del castello sia sepolta una catena d'oro, lunga e massiccia, che in antico si esponeva nelle grandi solennità e nei ricevimenti patriarcali, cingendo in più volute la torre centrale irta di merli, e questo a significare la ricchezza e la potenza del suo Signore. In alto sopra la torre ricorre il motto «CINCTA FLORET».

Incatenata fiorisce. Infatti la nostra Buja soggetta ai Signori del suo castello, rappresentanti del Patriarca prima, di Venezia poi, e soppressi i feudi sotto altri padroni, sempre lontana dalle grandi vie di comunicazione, senza industrie od altre risorse, cioè nonostante fiorì senza soste e fiorisce per le opere dei suoi figli, animati da fede in Dio ed amore alla loro zolla: fioritura di agricoltura, d'arte, d'attività economica, fioritura d'opere di religione, di carità, di civismo, che onorano insieme e la Chiesa e la Patria.