1942 Maggio |
Tra gli oranti di Giovanni Chitussi |
Oranti per chi non lo sapesse sono quei bambini e quelle bambine che hanno dato il loro nome e l'assicurazione di pregare per il soldato affidato. Dovrei dire tante cose per schiarire idee e dubbi in proposito. Andiamo con ordine. Prima di tutto mi compiaccio che parecchi hanno incominciato con un fervore e fedeltà superiore ad ogni mia aspettativa. Parecchi fanciulli e fanciulle fanno quasi la Comunione quotidiana. Altri invece lasciano un po' a desiderare. Andando avanti col tempo speriamo di controllare più bene e quindi fare in maniera che tutto riesca nel modo voluto. Nell'assegnare il soldato al bambino, non abbiamo tenuto conto né lo avremmo potuto, del desiderio delle singole famiglie, «A chi la tocca la tocca» diceva Tonio. E così seguendo il suo consiglio, abbiamo fatto noi. Si capisce che i bambini non sono tutti egualmente buoni, questo ve lo avevamo detto ancora prima di incominciare. L'opera che ci siamo preposti di fare ha un doppio scopo, prima quello di aiutare i nostri soldati con la preghiera e poi di migliorare i nostri bambini con l'impegnarli ad essere più buoni affinchè il Signore ascolti più presto le loro preghiere. A questo scopo concorreremo noi con l'aiuto delle famiglie ricordando loro spesso al momento opportuno questo loro preciso dovere. Abbiamo poi già avvertito che se qualche bambino o bambina non corrispondessero a questa nostra aspettativa noi li cancelleremo dall'elenco sostituendoli con altri più degni. Ho già potuto osservare come qualche famiglia di soldati si sono interessati per sapere il nome del bambino o della bambina che prega per il loro soldato ed hanno già loro dato qualche offerta perché preghino con più fervore. Se da una parte devo ammirare lo zelo e l'interessamento di queste famiglie devo dire che non mi piace che si diano soldi per avere preghiere. Non vi pare che perda della sua preziosità e del merito una preghiera che sia fatta per interesse? Se dunque volete far opera buona date pure qualche cosa al bambino o alla bambina incaricata, ma date solo nel caso che fossero poveri per aiutarli nella corrispondenza col militare. Qualcuno poi ha lamentato che sarà facile che sorgano degli inconvenienti, nel senso che se qualche soldato dovesse morire si andrebbe subito a pensare che è per colpa del bambino che non ha pregato bene. Attenti bene. Con l'opera che abbiamo iniziata non pretendiamo di ottenere dei miracoli dal Signore, i miracoli li fa se e quando crede opportuno. Il fine dell'opera è quello principalmente di pregare per la salvezza dell'anima del militare affidato e se al Signore piace, anche la salute del corpo che noi tanto desideriamo e che domanderemo con preghiere insistenti. In conclusione noi preghiamo e faremo fervorosamente pregare i nostri fanciulli, il Signore poi saprà Lui quello che deve fare per maggior bene spirituale nostro e loro. |