1943 Dicembre

Ancora del quartese

di Giovanni Chitussi

 

Non vorrei che qualcuno si lusingasse che quanto ho esposto sui bollettini passati siano soltanto delle parole per intimorire. La questione è stata studiata profondamente da persone competenti le quali hanno accertato la domenicalità delle decime di Buia.

A suo tempo, e questo sarà quanto prima, adirò la via giudiziaria per far valere legalmente quanto non si può ottenere amichevolmente. I nominativi su cui si inizierà quest'azione legale sono già stati sorteggiati, e sono precisamente due o tre i quali, se va bene, pagheranno le spese anche per gli altri.

Devo però lamentare che anche quest'anno un grande senso di omertà ha pervaso questa popolazione, una metà appena ha soddisfatto giustamente il quartese del vino, ed appena una quarta parte quello del granoturco. Di fagioli e patate è meglio neppure accennare.

Un'osservazione che non posso omettere è anche questa: molti di quelli che frequentano assiduamente la Chiesa e che ostentano una religiosità superiore, hanno soddisfatto per meno di metà al loro dovere.

Questa mi pare che non è coscienza.

Veramente, ed anche questa è opinione abbastanza diffusa, i preti sono ricchi e non hanno bisogno!

Dovete sapere però che i miei cooperatori hanno una retribuzione annua di L. 300. Meno di così si muore!

Quello che arricchisce non può essere che l'Arciprete.