1943 Maggio Giugno

Ai miei Cari Soldati

di Giovanni Chitussi

 

Carissimi.

Moltissimi mi scrivono ringraziandomi del bollettino che ricevono regolarmente, mi dicono che lo leggono molto volentieri, che fa molto bene e che lo passano anche ai loro compagni. D'altra parte ce ne sono parecchi che si lamentano perché non arriva. Potranno avere anche ragione, ma li assicuro che non è colpa mia. Il bollettino viene spedito regolarmente a tutti quel li di cui posseggo l'indirizzo. Nei due ultimi mesi oltre una trentina sono stati rimandati o per insufficienza di indirizzo o perché cambiati. Se volete averlo regolarmente bisogna che voi siate fedeli nel comunicarmi a tempo debito qualsiasi cambiamento. Qualche volta però il mancato recapito si deve attribuire a disguidi postali, e ciò non deve meravigliare dato il grande congestionamento degli uffici postali nei tempi che attraversiamo.

Della parrocchia vi sono circa cinquecento sotto le armi, e di questi centoventuno hanno partecipato alla campagna russa. Oltre cento sono ritornati, diciotto mancano all'appello non avendo date notizie da circa cinque mesi. Mi auguro ed ho ferma fiducia che siano prigionieri, ma purtroppo dobbiamo aspettarci qualche brutta notizia. La lotta è stata aspra e sanguinosa e la nostra parrocchia sarebbe troppo fortunata se tutti dovessero ritornare incolumi. Io lo riterrei come un vero miracolo, dovuto certamente alle continue ed incessanti preghiere che i nostri cari fanciulli con ammirabile costanza innalzano al Signore. Ad ogni modo io ho sempre speranza e vorrei che questa speranza, sostenesse gli animi ed i cuori dei genitori giustamente trepidanti per la sorte dei loro cari figli. Anche in Africa la parrocchia ha dato il suo contributo. Oltre una ventina si trovavano in quella terra negli ultimi avvenimenti. Parecchi si trovano laggiù da quasi tre anni. Ed anche a questi vola continuamente il mio pensiero condividendo pienamente coi parenti ansie e trepidazioni, ed insisto nel raccomandare che l'ultima a perdersi deve essere la speranza.

Come voi sapete, da quando è scoppiata la guerra tutti i primi venerdì del mese ed anche in altri giorni speciali io celebro la Santa Messa per tutti voi. Continuerò a farlo anche in avvenire. Sono spiacente dover constatare come questo mio atto di pietà verso i soldati non è compreso, né apprezzato dai parrocchiani, né dagli stessi parenti che sono stati sempre e quasi tutti assenti. Sebbene questa Messa venga sempre annunciata precedentemente dal pulpito, pure non ho mai potuto constatare un aumento di frequenza. Sempre gli stessi ed ì soliti che intervengono ogni primo venerdì dei mese. Eppure se partecipassero almeno due per famiglia, questo numero uniti ai fanciulli ed ai soliti partecipanti dovrebbe dare al nostro duomo l'aspetto delle grandi solennità.

E' dimenticanza, trascuranza, disinteresse, cosa superflua? Non so darmi ragione.          

Assicurandovi tutti del mio continuo interessamento, di avervi sempre ed ovunque presenti, vi saluto caramente e vi auguro ogni bene nel Signore.