1943 Marzo |
Dai vari fronti di guerra |
In questi giorni abbiamo ricevuto notizie di parecchi soldati che da molto tempo non mandavano notizie alle famiglie. Ciò ha sollevato dall'ansia le rispettive famiglie che stavano tanto in pena per loro. Di altri invece ancora nessuna notizia. Quantunque non sia il caso di allarmarsi soverchiamente, e di fasciarsi la testa, come si suol dire, prima d'averla rotta, non si può far a meno di trepidare fino a quando non si riceve qualche notizia consolante e rassicurante. Io partecipo al dolore delle singole famiglie e prego il Signore che quanto prima abbia a cessare questo stato di ansia, col sapere i loro cari sani e salvi in mezzo al turbine di questa guerra che tanti lutti e sacrifici porta con se. Ho saputo all'Ufficio informazioni che anche coloro che sono prigionieri sul fronte russo ricevono un trattamento umano e che finora è difficile aver informazioni da loro. Attendiamo quindi con fiducia, nella preghiera e nella bontà della vita, dal Signore la fine di questa dolorosa prova. |