1943 Settembre

Linguacce... leggete e meditate!

 

La forbice, la sega e la lingua vennero un giorno a contesa. Diceva la forbice:

—  Io taglio le stoffe più grossolane e le più fini, senza che il mio filo si guasti!

—  Ed io, rimbeccava la sega, ho una lama che può penetrare anche nel legno e segare perfino le travi ripiene di nodi...

—  Ma voi, interruppe la lingua, quanto siete meschine in mio confronto! Voi dite bene. Ma potete voi tagliare l'onore e la riputazione del prossimo?

Ora, questa invece è l'opera mia di tutti i giorni. Sapete penetrare nelle amicizie più buone e disgregarle, negli affetti più forti e dividerli? Sapete tagliare gli animi e fendere i cuori? E tutto questo io posso. Voi vantate il vostro filo, ma il mio è più tagliente del tuo, o forbic, più tenace del tuo, o sega, anzi vi assicuro che è più terribile di quello di entrambi. Io lavoro da mattina a sera attorno alle persone e alle famiglie, e taglio con maldicenze, calunnie, mormorazioni, non mi consumo né mi guasto mai.

L'unica differenza, a vostro vantaggio, si è che, mentre la vostra lama è sempre lucente e pure dopo il lavoro, io, invece, ritorno dalla mia opera sempre gocciolante di lacrime e di sangue!