1944 Gennaio |
Riflessioni di Giovanni Chitussi |
L'inesorabile rullo compressore del tempo passa e travolge l'inafferrabile presente portandoci insensibilmente all'alba di un anno nuovo. Sono lenti a passare i giorni che passiamo nel dolore, eppure quanto breve ci sembra il tempo dopo che è passato! Il 1943 che è appena tramontato ci ha portato tanti travagli e dolori, eppure anch'esso è passato e di lui non resta che un ricordo che andrà man mano affievolendosi. È passato per coloro che hanno cercato di darsi alla bella vita, ai divertimenti, alle baldorie È passato l'anno anche per coloro che hanno sofferto. Questi sono molto più numerosi dei primi. Hanno sofferto quelli che hanno visto qualcuno dei loro cari strappati immaturamente al loro affetto, quelli che hanno i loro cari lontani, prigionieri, internati od operai, dei quali non hanno potuto avere nessuna o ben poche notizie. Hanno soffèrto infine quelli che per le difficoltà dei momenti attuali non hanno avuto il necessario alla loro vita. "L'alba del nuovo anno che sorge, per tutti costoro, si presenta aureolata d'una speranza che ponga fine ai loro sospiri e desideri, apportatrice delle sante gioie del focolare non più deserto, ma animato dalle sembianze di volti tanto cari. Hanno sofferto e del loro dolore, se si sono dimostrati veri cristiani, resta un grande tesoro davanti a Dio. Cari fedeli, santifichiamo il nostro dolore! Col ribellarci a Dio non facciamo altro che rendere più amare le nostre lacrime, perdendo un tesoro inestimabile. Per tutti l'anno nuovo si presenta carico di gravi responsabilità. In certa maniera siamo noi i creatori del nostro avvenire. É indubbio che ognuno, guardando al futuro, augura per se un Stiamo in guardia! Profeti dell’umana felicità ne sono tanti: cristiani e non cristiani, anzi più numerosi i secondi che non i primi. A promettere non costa nulla. Esperienze dolorose per cercare la felicità ne abbiamo avute fin troppe, un esempio recente che ci tocca tutti ne è la guerra presente. Qualunque sia l'avvenire non dimentichiamoci che lontani da Dio non vi può essere felicità duratura. Ognuno quindi si prepari a dare il suo contributo alla ricostruzione dell'avvenire ricordando che secondo il concetto cristiano la vita si riassume in una sola parola: DOVERE. |