1946 Aprile

Pax Vobis

di Giovanni Chitussi

 

Dopo un anno di forzato silenzio.

"Voce Amica" ritorna a farsi sentire, ed esattamente come un anno fa nell' imminenza delle Feste Pasquali. Come allora, anche ora Vi rivolge lo stesso saluto e lo stesso augurio: PAX VOBIS! La Pace sia con voi. E' il saluto veramente cristiano. Gesù lo usò per il primo ogni qualvolta comparve ai suoi apostoli dopo la resurrezione, la Chiesa, continuatrice della missione del Redentore Divino, lo fece suo in parecchie funzioni e cerimonie liturgiche.

Un anno fa si sospirava la fine della guerra e la pace, la guerra è finita e la pace si sta elaborando. Ricordiamoci però che è impossibile una pace che non sia fondata su basi solidamente cristiane, che non porti al rispetto dei diritti e della necessità di tutti i popoli. Questi principi sono stati ufficialmente riconosciuti da eminenti personaggi politici attuali. La storia e l'esperienza del passato dovrebbero servire di monito nel presente.

Ognuna di noi deve dare il suo contributo, e persuadersi che la pace non può esistere senza la carità, sia essa intesa come amore e come aiuto dei bisognosi, perché elementi necessari alla pace veramente cristiana sono l'amore di Dio e l'amore del prossimo.

L'odio, il desiderio di vendetta, la gelosia, l'egoismo, la cattiveria, la calunnia, la maldicenza sono elementi distruttori della pace. Dunque la pace cristiana è un tesoro dei più preziosi. Gustata nel creato ci entusiasma, e attraverso la semplicità e l'umiltà ci avvicina a Dio; la pace goduta nella società rende bella e amabile la vita, goduta nelle famiglie rende leggere le croci inseparabili della nostra povera vita, goduta dell'individuo la rende giusto. Il giusto non è straziato dal rimorso, non è oppresso da terrori, non è mai sconfitto dalle miserie della vita. E' in pace con Dio che ama e serve e onora con la tenerezza di figlio e sente che ne è riamato e benedetto. E' in pace con gli uomini che tutti ama e benefica se può, compiange se non può beneficare.

Potesse comprendere bene i benefici di questa pace tanta povera disgraziata gioventù dei nostri giorni, poco amante del lavoro e del sacrificio, che pur di accontentare i propri capricci e pur di godere si danno ai furti, alle rapine, alla mala vita! Lo comprendessero gli egoisti, gli sfruttatori e gli oppressori del povero, i fautori e  sostenitori del mercato nero che rendono impossibile la vita al povero! Lo comprendessero i gaudenti del mondo che dilapidano il denaro in giochi e divertimenti mentre tante povere creature languiscono nella più squallida miseria, sprovvisti anche dell’indispensabile per la vita.

Il tenore di vita di certuni è un continuo insulto alla miseria di molti ed anche un eccitamento a delinquere; Miei cari, ricordate che soltanto l'amore e l'osservanza della legge di Dio ci potrà portare la vera pace, e questa pace può essere turbata solo dal peccato e dal male. Chi osserva la legge di Dio è in pace con Lui, col prossimo e con se stesso, pace che ci porta necessariamente al rispetto della vita e proprietà del prossimo, a perdonare le offese, a dimenticare i torti ricevuti.

Il mondo tutto si trova spossato, stanco... Troppo ha sofferto e soffre ancora... Anela alla pace, vuole la pace. Tutti sappiamo quello che succede dentro e fuori di noi. Ebbene preghiamo perché la prossima Pasqua porti all' individuo, alla famiglia, alla società, al mondo intero il ramo pacificatore e riconciliatore di tutti gli animi.

Questi sono gli auguri fervidi e cordiali che faccio a tutti i miei parrocchiani mentre invito tutti a conquistare questa pace coll'accostarsi con fede, devozione e persuasione ai Santi Sacramenti della Confessione e Comunione.