1947 |
Sguardo panoramico degli Asili di Buja di Pietro Menis |
Mentre si aprono i battenti del nuovo Asilo forse non è invano rievocare la storia degli Asili sorti via via nelle quattro Cure del nostro paese. Desiderio di Mons. Giuseppe Bulfoni di far sorgere un Asilo venne caldeggiato fin dal principio del nostro secolo, ma difficoltà d'ogni sorta sorsero ad ostacolare l'attuazione, non ultima quella finanziaria. Senonchè nel 1911 si addivenne ad un adattamento creduto però temporaneo, in quell'anno la carità del Pastore, giustamente definito il buono, era riuscito a realizzare un suo sogno squisitamente caritativo, quello di aprire una Casa di Ricovero per i vecchi. Fu in quella Casa che egli riservava un posto per l'Asilo in attesa di un locale proprio in altra sede. E quello che doveva essere un ripiego temporaneo durava fino ad oggi, un periodo di sette lustri! Non inattivi però, giacché il Bulfoni stesso per primo, frattanto aveva acquistato un appezzamento di terreno che doveva servire allo scopo. Su quel fondo infatti nel 1920 Mons. Rossi Arcivescovo di Udine benedisse la prima pietra di un edificio monumentale che sarebbe dovuto sorgere per ospitare le giovani generazioni. Ma in pochi anni anche le fondamenta approntate scomparvero sotto le ortiche cresciute rigogliose... Un secondo tentativo, con proporzioni minori nei progetti venne a fallire, giacché le capannucce sorte, inadatte e miserelle, vennero abbattute dopo pochi anni... Ed intanto l'Asilo stipato in una Casa di Ricovero sovrastipata di vecchiaia ed impotenza penava ed intristiva, non giovando zelo, amore e le multiple risorse delle Suore Francescane del Sacro Cuore di Gesù di Gemona, che lo dirigono dal 1920. Nel 1919-20 a MADONNA accanto al fabbricato delle Scuole sorse una capace sala che per un ventennio venne usata per i bambini, le rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Cosa affatto ideale per cui si provvide all'acquisto di un locale che rispondesse alle esigenze educative e sanitarie di Asilo e dal 1941 esso venne affidato alle cure delle Suore della Beata Capitanio, più bene conosciute sotto il nome di Suore di Maria Bambina. In ordine di Tempo viene la Cura di AVILLA nel 1922 anziché costruire un monumento ai suoi Caduti, come era di moda in quei tempi, moda che ha riempito troppe piazze di brutture, innalzava in memoriam una Sala per spettacoli ma da adibirsi anche come Asilo, "Sala Caduti" o "Asilo-Monumento" venne denominata e sulla sua facciata venivano poste due lapidi con i nomi dei Caduti nella prima guerra mondiale. Ed eccoci ad URBIGNACCO dove in pochi anni sorse una bella chiesa arricchita di mosaici, una Casa Canonica, un lussuoso teatro ed infine, febbraio 1945 - maggio '46 anche l'Asilo che viene diretto dalle Suore di Maria Ausiliatrice, ossia di Don Bosco Santo. |