1947 |
Tra le "pratiche" per la cessione del fondo su cui sorge l'Asilo di Pietro Menis |
Alla richiesta avanzata dalla Signora Rachele Furchir ved. Nicoloso per ottenere il fondo denominato "Brollo" di proprietà comunale allo scopo di erigervi l'Asilo, il 18 luglio 1944 meno di un anno dalla morte del figliuolo -il Commissario Prefettizio Comm. Pirro Francescato, con sua lettera rispondeva di aderire "con entusiasmo alla domanda,, "tendente a realizzare annoso ed auspicato problema,, il quale avrebbe ricordato "in maniera imperitura il compianto Figliuolo e la munifica prodigalità" della madre. La delibera di donazione veniva infatti redatta il 5 agosto successivo; la Giunta Provinciale Amministrativa però rinviava ogni deliberazione in attesa di conoscere "il reddito del fondo". Il 23 settembre si assicurava che dal terreno in discussione il Comune non realizzava alcun reddito "perché sempre adibito ad area pubblica e che solo recentemente (durante la guerra) veniva coltivato a cereali". Bastava quest'ultima asserzione perché la G. P. A, respingesse la proposta donazione perché non era opportuno "distogliere l'area dalla attuale destinazione; di più entrava ad avvalorare il rifiuto la famosa legge che "fascisticamante comandava" doversi rimandare "la iniziativa riguardante la costruzione di nuove opere alla cessazione dello stato di guerra". (Comando che era come tanti altri lanciato al vento giacché si costruiva da per tutto a tutto andare... Solo l'Asilo che era subordinato all'approvazione dell'Autorità doveva aspettare la fine della guerra !!..) Intanto si assicurava la Signora richiedente che la "pratica, restava in particolare evidenza ed il 28 gennaio 1945 si tornava alla carica direttamente al Capo della Provincia dicendo che il 'problema dell'Asilo era di vitale importanza" e che la sua soluzione era attesa "ansiosamente da tutti gli abitanti"; presso i quali "non si voleva assumere la responsabilità di non aver fatto tutto il possibile per illuminare e convincere l'autorità competente sulla opportunità e convenienza di aderire alla apprezzata ed auspicata iniziativa". Avvenuta la liberazione di Buia il 28 aprile 1945, tosto la nuova amministrazione riprendeva ad occuparsi con più libertà di "movimento" della faccenda, tanto che il 31 ottobre anche dalla G. P. A. la donazione veniva approvata. Venne tosto preparato un progetto e, nonostante l'incertezza dell'ora che volgeva piena d'incognite, il 27 luglio con una cerimonia breve e suggestiva a cui partecipavano le Autorità, parenti, scolaresche e bimbi dell'Asilo, veniva benedetta la prima pietra del nuovo edificio. Era il III. anniversario della morte del Dott Franco - Andrea ! E venne su pietra su pietra il nostro bell'Asilo, sotto l' invocata protezione del Cuore Sacratissimo di Gesù e di S. Teresa di Lisieux e sotto la sorveglianza assidua della Signora Rachele Furchir che con passione e cura direi materna, quasi si trattasse di una creatura, segui il lavoro in ogni sua fase e sezione. Senza tregua si preoccupò che ogni cosa fosse provveduta, e nulla mancasse alla Casa che doveva portare il nome del suo figliuolo; in quella Casa su cui aleggerà il suo spirito perché perennemente evocato dalle giovani generazioni dei figli di questa nostra terra che non può, e non dimenticherà, il dono che le viene offerto. |