1948 Maggio |
Dopo le elezioni |
Le elezioni hanno dato un esito consolantissimo, sia per il numero dei votanti che è stato altissimo, sia per il trionfo del (pensiero cristiano, contro i nemici dell'ordine e della religione." UN RILIEVO Ma nonostante questo compiacimento, non possiamo non fare un rilievo doloroso. Moltissimi elettori hanno dato il loro voto al Fronte Democratico Popolare, nonostante l'aspetto decisamente anticlericale della sua propaganda, nonostante i ripetuti richiami dell'Autorità ecclesiastica per una scelta cristiana dei candidati, nonostante il programma anticristiano del comunismo, che si nascondeva dietro la maschera di Garibaldi. Una parte di quei voti sono di gente che ha ormai abbandonato ogni pratica cristiana ed è per principio contro la Chiesa. Per questi poveretti non resta che di compiangerli e di pregare per loro. Ma il loro voto non può sorprendere. Una buona parte di quei voti invece, e forse la maggioranza, sono di gente che ha la pretesa di essere ancora cristiana, di gente che viene in Chiesa e si accosta ai SS.Sacramenti (non sappiamo con quale coscienza). Che dire di costoro? UN MONITO Possono dirsi ancora in buona fede? Dopo tutto quello che è stato detto e scritto, no! Nessuno può dirsi in buona fede. Se hanno votato così, hanno votato sapendo di votare contro la Chiesa, contro i sacerdoti, contro i Vescovi e contro il Papa. Ed allora, qual'è la loro posizione spirituale di fronte alla Chiesa e di fronte a Dio? a) Se hanno accettato col loro voto la dottrina del comunismo, che contiene una quantità di errori contro la fede cristiana, essi devono considerarsi come eretici, con tutte le conseguenze spirituali dell'eresia. b) Se hanno dato il loro voto al comunismo senza condividere i suoi errori contro la fede, non si possono dire eretici, ma sono in colpa grave, perché hanno cooperato a mandare al potere i nemici dichiarati della fede e della Chiesa, quindi non possono accostarsi ai Sacramenti prima di essere assolti dal loro grave peccato. E se si ostinano ad accostarsi ai Sacramenti come niente fosse, commettono sacrilegio. Noi scongiuriamo queste povere anime a mettersi una mano sulla coscienza ed a provvedere alla loro posizione spirituale. PACE Ma oltre che la pace nelle coscienze cristiane, bisogna riportare anche la pace negli animi. La lotta elettorale, con la divisione delle idee e dei partiti, accende gli animi ed apre un solco profondo tra gl'individui dei vari partiti, turbando quell'armonia che deve essere la base di una pacifica convivenza. Ebbene, al di sopra di ogni divergenza di idee e di partiti, guardiamoci un'altra volta come fratelli, nel rispetto vicendevole, nella mutua carità, nella concorde operosità, secondo lo spirito cristiano che deve informare tutti i nostri sentimenti, tutte le nostre parole tutte le nostre azioni. La pace di Cristo risplenda nei cuori, nelle famiglie, nella intera società. |