1948 Dicembre |
La nota sociale LO SCIOPERO |
Lo sciopero e un'astensione concertata dal lavoro, per ottenere un miglioramento economico, morale o politico alla propria classe o categoria. E' lecito lo sciopero secondo la dottrina cristiana? Considerato in se stesso, spoglio cioè da ogni abuso o degenerazione, si deve dire che lo sciopero è lecito. Devono però concorrere le seguenti condizioni: essere giusto, essere proporzionato ai mali che risulteranno agli scioperanti stessi, ai padroni, ai terzi, essere l'ultima arma, dopo esaurite tutte le forme moderate ed amichevoli. Questo è il pensiero della sociologia cristiana. Lo sciopero però è un mezzo violento e senza dubbio gravido di danni e di pericoli sociali: danni non solo per l'azienda (merce giacente o che si corrompe, perdita di avventori) e danno al commercio e quindi alla ricchezza nazionale, ma danni incalcolabili per l'operaio stesso, che rimane senza stipendio, e quindi senza pane, ne conseguono esasperazioni ed odii, che danno origine bene spesso a disordini e delitti sanguinosi. E' per questo che lo scioperò deve essere usato come estrema necessità, rispettando la giustizia e la carità. Non si può approvare invece in base alla morale sociale della chiesa ed in base alla legge naturale lo sciopero d'indole politica. Si chiama politico uno sciopero quando è proclamato non per raggiungere un fine economico, ma per esercitare una pressione sul governo, seminando disordini dannosi alla vita della nazione. La pressione politica sul governo deve farsi legalmente in regime democratico, per mezzo dei propri rappresentanti. Scegliere l'arma dello sciopero in questo caso con tutti i danni che ne conseguono, è un atto di anarchia condannabile. |