1950 Novembre - Dicembre

Menzogne stampate - Leggendo i giornali

 

Menzogne stampate

Vengono diffusi nelle famiglie diversi opuscoli di propaganda comunista, con menzogne contro la Chiesa, contro i Vescovi e contro il Papa. Uno di questi fu mandato per conoscenza al Parroco, tratta della situazione della Chiesa in Cecoslovacchia e si denigra l'Arcivescovo Mons. Beran.

Le illustrazioni sono commentate in lapis con la parola spesso ripetuta: lusso,lusso, sempre lusso. Due semplici rilievi:

1)Invece di diffondere opuscoli di propaganda, si alzi la cortina di ferro che divide l'occidente dall'oriente e si permetta a tutti di visitare i paesi del comunismo, se quello che si scrive corrisponde a verità, tutti diventeranno comunisti. Nei paesi delle libere democrazie tutti possono entrare e controllare la vita del popolo. Ma nei paesi comunisti nessuno può mettere piede. Vuol dire che non si vuol far conoscere la verità.

2) Quanto al lusso degli ecclesiastici, io sfido tutti i comunisti a controllare il tenore di vita dei nostri Vescovi e dei nostri sacerdoti, confrontandolo con quello dei loro capi, e vedranno coi loro occhi dove c'è il lusso.

Togliatti, per recarsi a Roma in seguito ad un lieve incidente automobilistico avvenuto ad Ivrea, ha noleggiato dalle Ferrovie dello Stato l'unica vettura ospedale che è in Italia il cui biglietto costa L. 116.000.

Chi sa se nella cellula si è commentato questo lusso...

 

Leggendo i giornali

Si ha da Berlino, che nella Germania orientale, ove esercita il dominio la Russia, il Consiglio Centrale della Libera Gioventù Tedesca (organizzazione paracomunista) ha deciso di considerare la festività di Natale come un «superato affare borghese».

Nelle istruzioni trasmesse ai comandi periferici, il Comitato Centrale afferma che per Natale non devono svolgersi riunioni di sorta, mentre invece tutti gli sforzi devono essere indirizzati a festeggiare solennemente il compleanno di Stalin, «il vero amico della gioventù tedesca».

La notizia non ha bisogno di commenti; quando si rinnega Dio, si ritorna fatalmente ai feticci.