1951 Dicembre |
Solenni onoranze funebri per il trasporto della salma di Franco Andrea Nicoloso |
Era caduto al servizio della patria nel rompimento del dovere in terra jugoslava nel lontano 27 luglio 1943. I suoi resti mortali attendevano un doveroso omaggio che finalmente la mamma Signora Rachele Furchir riusciva ad ottenere attraverso non lievi difficoltà, varcando personalmente la frontiera e trasportando la salma in terra italiana nella nativa Buia. A tanto sarebbe potuto riuscire soltanto un cuore di madre il cui amore non conosce barriere. Il 26 ottobre u. s., la venerata salma fu collocata al suo arrivo nella spaziosa sala d'ingresso dell'Asilo eretto alla sua memoria, ai piedi del busto che ne ricorda il nome. Da quel luogo s'incamminò il corteo, che sostando in Duomo per la celebrazione della Santa Messa ed il canto delle esequie, proseguì lentamente fino alla tomba di famiglia in cimitero. Non inutile parata, ma commossa partecipazione di Parrocchia, Popolo, Autorità, Rappresentanze. S'avviava lentamente all'ultima dignitosa dimora colui che aveva lasciato della sua bontà così caro ricordo. A lui la Parrocchia deve perenne riconoscenza. Allontanandosi dalla terra ha voluto lasciare l'orma tangibile della bontà. L'Asilo a lui intitolato, che ogni giorno raccoglie le più tenere creature per formarle al senso cristiano della vita, è nato non dalla sua morte, ma dalla sua vita. Vita di semplicità e di dedizione al dovere, vita di amore per quelle creature che nel candore infantile riflettono più chiaramente l'impronta del Creatore. L'intuito materno e l'aspirazione del figlio si sono incontrati nel perpetuare non solo la memoria dello scomparso, ma innanzitutto quei sentimenti che hanno l'insuperabile pregio di continuare oltre la tomba. Se le spoglie giacciono, lo spirito vive. Quello spirito che anche muto non tace, sepolto risorge, stroncato rinasce e si protende nel tempo, reciso germoglia in tante vite quante sono le anime che ne raccolgono la mistica eredità. |