1963 Marzo-Aprile

Un duro Inverno

 

Tempo da lupi, un freddo quale non si era mai provato dal 1928. Dell'Europa del Nord non ne parliamo: tempo pessimo, mentre a Mosca è cominciato il... disgelo. Da noi? Si è giunti a Buia fino a 15° sotto zero ed anche a 17° in Andreuzza. Un po' freschetto, a dire il vero, soprattutto per quel vento di tramontana che non finiva mai. Solo la neve non si faceva vedere. Si era scorta sulle montagne circostanti, si era assaporata per un attimo gli ultimi di dicembre, s'era vista a non finire al telegiornale, pure a Capri era giunta, ma da noi no.

Finalmente domenica 3 febbraio alzandoci, ci si scrollò la neve di dosso. Nel pomeriggio continuò a nevicare fittamente, con gioia di tutti i bimbi, che il naso spiaccicato alla finestra, assistevano, gli occhioni attoniti e trasognati, al biancore che scendeva lento e silenzioso, dondolandosi, dal cielo. Ma il fondo stradale era tutt'altro che poetico: ghiacciato, lucido e pericoloso, un serio pericolo per gli automobilisti, ma soprattutto per i ciclisti e motociclisti, molti infatti ne sono stati vittime, con cadute più o meno piacevoli e... sedute più o meno... plenarie.

Per alcuni nostri bambini con la neve naturalmente arrivò anche l'influenza. Per fortuna che dopo quattro, cinque giorni il sole si portò via tutta la neve, e con la neve l'influenza, tornando a sorridere bonario e calmo come la primavera di ogni anno.

Seguirono giorni di pioggia fastidiosi, alternati da giorni di bel tempo, senza che il freddo accennasse a diminuire. Coi primi di marzo il clima si fece più mite, ciononostante molte persone furono colpite da una ondata d'influenza. Ultime vittime di un duro inverno.