1965 Dicembre

Imponenti Funerali

di Pietro Menis

 

Aveva ben di che raccomandare in vita il dottor Ottavio Vidoni, deceduto come abbiamo scritto venerdì mattina, «il mio funerale sia semplice», ma quando ci si mette di mezzo la riconoscenza popolare succede come a un fiume che rompa gli argini.

Sabato appena la salma venne esposta nel suo ambulatorio di Buia trasformato in camera ardente cominciò la sfilata della gente di ogni ceto per dare l'ultimo saluto al caro bene fattore, al «suo» medico. Ieri fino all'ora fissata per le esequie c'erano sempre estimatori che attendevano il turno per passare dinanzi alla bara.

La misura poi della stima e dell'affetto si è avuta fin dal primo pomeriggio, tutta Buia si era riversata sulla piazza e nelle strade adiacenti all'abitazione dell'estinto, e gente con ogni mezzo arrivava dai paesi contermini. Ogni ceto e categoria erario rappresentati.

Non facciamo nomi per non incorrere in manchevolezze e omissioni. C'erano medici di tutto il Friuli, primari di Ospedali, professionisti, artisti, impiegati, sacerdoti, amici ed estimatori che non potendo mettersi in corteo hanno assistito facendo ala al breve corteo della casa dell'istinto al duomo.

Precedevano una rappresentanza dei bambini dell'asilo e della scuola elementare, le corone del Comune di Buia, della Cooperativa elettrica buiese, della Polisportiva, dei medici del Friuli, della famiglia Masotti di Cisterna, dei parenti, fratelli e zio.

 La bara, portata a spalle dai nipoti, era seguita da parenti e da numerose bandiere, tra quelle dei Comuni di Buia ed Artegna, dei donatori di sangue, con l'alfiere Anzil, e da quella delle sezioni locali, della società elettrica, della società operaia. In duomo ha celebrato la S. Messa l'arciprete mons. Urbani assistito dai parroci locali.

Dopo l'assoluzione durante la quale la cantoria locale ha eseguito il «Libera me Domine» del Perosi, la salma lentamente ha preso la via di Artegna, paese natale del dottor Vidoni, seguita da una colonna di macchine lunga tre chilometri. Ai familiari rinnoviamo espressioni di cordoglio.

Pietro Menis