1965 Dicembre

La Scomaprsa del Dott. Comm. 

Ottavio Vidoni

di Pietro Menis

 

« Si è spento nella sua casa dopo mesi di una penosa malattia il dott. comm. Ottavio Vidoni, per quasi otto lustri medico condotto del nostro Comune. Tipica figura di professionista, fedele alla sua missione senza risparmio di fatica e di sacrificio nella quale metteva con il suo sapere cuore ed anima. La ferale notizia, per quanto spaventata, si è diffusa in paese con la rapidità del fulmine, portando ovunque, senso di sgomento e di cordoglio perché in ogni casa il dott. Vidoni era passato portando conforto, assistenza morale e spirituale, carità fiorita, speranza.

Migliaia di volte era passato di contrada in contrada nei borghi e nei cortili che erano divenuti familiari, soffermandosi paziente con particolare benevolenza dove più si soffriva nella carne e nell'indigenza.

Apostolo di bene, benefattore e maestro oggi la piangono non solo i buiesi ma in tutti i paesi contermini dove la opera sua era richiesta e ricercata e dove egli nonostante la gravosa condotta del nostro Comune, arrivava sempre a scapito della sua salute e del riposo pur di alleviare la sofferenza di un paziente.

Venuto a Buia, nel lontano 1923 dopo aver smesso il grigioverde prestando la sua opera in ospedali da campo il dott. Vidoni non cessò la sua diuturna faticosa missione tra noi fino alla fine del 1960, quando cedette la condotta, ma non cessava di prestare la sua assistenza a tanti affezionati clienti ed amici che non si rassegnavano della sua assenza dalla condotta stessa. Poi il male, un morbo crudele lo prostrò e lentamente lo trasse alla tomba troncando inesorabile la sua nobile missione ed i progetti per una quiescenza serena, forse mai o poche volte così meritata.

La tappa della sua vita modesta, faticosa e caritativa si ricorda in paese, come si ricorda quella di una persona cara che ci è vissuta accanto perché col tempo si aureola di leggenda.

Lo ricordiamo ai primi passi quando una mantellina militare sulle spalle e in bicicletta percorreva le accidentate strade del tempo di giorno e di notte, poi con una bolsa motocicletta che si sfiatava ad ogni salita e lui si dava alla riparazione sorridente del piccolo banale incidente. E intanto l'ambulatorio, presso la casa che aveva acquistato si affollava fino all'inverosimile e tutti attendevano pazienti il suo ritorno e le visite poi si protraevano fino alle 10-11 di notte.

Quando passava, e passava spesso nelle strade della Casa di Ricovero, nello stabile primitivo colmo fino all'inverosimile di vecchi e indigenti i pazienti si mettevano a sedere sul letto e ritornava sui loro volti il sorriso e la speranza. Nel 1931 amici ed estimatori gli consegnarono una medaglia modellata dallo scultore nostrano Pietro Giampaoli, ebbe una prima dimostrazione plebiscitaria della stima, affetto e riconoscenza del paese: « Questa prova mi lega a voi buiesi al di sopra di ogni altra considerazione ed io ve ne sono grato... ne terrà conto e con tutte le mie forze vi prometto di starvi sempre vicino... ».

Una chiara mattina dell'estate 1944 il dott. Vidoni si era alzato presto, fuori di ogni sua consuetudine, eppure nessuno aveva suonato il campanello, per una chiamata urgente. Attraversò la piazza e sparì agli occhi delle poche donnette che si recavano alla Messa prima. Qualche istante dopo una camionetta di tedeschi si fermava sulla strada e ne scendevano uomini armati che circondavano la sua casa ed uno picchiava rudemente alla sua porta... Il dottore non c'era. Infuriati se ne vanno minacciando. Quasi un anno Buia restava senza il suo medico. Il dottor Vidoni riapparve nei dì della Liberazione e subito riprese la sua missione di bontà, la sua attività amorosa e disinteressata.

Animatore e benemerito sostenitore di ogni attività cittadina, fondò, tra l'altro, la Sezione Donatori di Sangue, oggi una delle più fiorenti del Friuli, tenendo per alcun tempo la Presidenza, da molti anni presiedeva con competenza la Cooperativa Elettrica e nelle ultime elezioni era stato eletto al Consiglio Comunale. Era decorato di due Croci al Valore Militare, nel 1934 era stato nominato Cavaliere e nel 1955 insignito della Commenda al Merito della Repubblica ».

 

Pietro Menis