Ottobre-Novembre 1966 |
Una lettera di congedo o una lettera per inaugurazione di Emma Paoluzzo |
Compaesani ed ex-allievi carissimi! Come già sapete, dallo scorso ottobre sono a riposo, e per attenuare il trauma psichico del distacco dalla scuola, dove sono vissuta in liete attività per oltre 40 anni, ho accettato di occuparmi del nostro Asilo che, come tutte le istituzioni del genere, ha avuto qualche momento di difficoltà. Il buon Dio mi ha lasciato ancora un po' di salute e di spirito d'iniziativa che con gioia metto a disposizione della nostra opera. E' un'opera sorta in tempi difficili, quando la guerra travagliava la Patria, sovvertendone i valori morali. Per noi di Urbignacco, è stato e rimane un vanto l'aver saputo portare a termine un complesso di opere sociali che molti c'invidiano, per l'assistenza educativa della nostra gioventù. L'emigrazione di intere famiglie verso centri industriali che assicurano il lavoro per tutto l'anno, ha ridotto la popolazione del paese, ma si riscontra con soddisfazione che, per le vacanze di ferragosto, gran parte dei lontani ama ritornare ai luoghi che ricordano i lieti anni dell'infanzia e dei sacrifici vissuti in letizia e concordia di animi. Il tempo, come sulle persone, ha lasciato anche sulla nostra Istituzione il segno inevitabile del suo passaggio, mentre il progresso ha creato nuove esigenze di vita che siamo costretti ad accettare. Per quanto riguarda l'ammodernamento dei locali, il riscaldamento, i servizi igienici, il rev. sig. Parroco è già a buon punto con i suoi programmi e si pensa che per la prossima primavera i lavori possano incominciare. Ma s'impone anche l'aggiornamento dell'attrezzatura interna che deve rispondere alle esigenze delle nuove leggi per le Scuole Materne, che aspirano, come là nostra, a godere un domani gli aiuti più consistenti dello Stato. In questi ultimi anni ci siamo di battuti per il nostro Asilo con esperienze non lievi né sempre felici, per conservare all'Istituto Maestre diplomate che corrispondano ai requisiti legali per le Scuole Materne. Per la parte che riguarda l'arredamento scolastico e ricreativo faccio pertanto appello alla vostra sensibilità, perché, nei limiti del possibile, collaboriate con me nella restaurazione della nostra Scuola Materna. I nostri piccini non sono molti, ma il loro numero è sufficiente per la richiesta di una Sezione preparatoria che li custodisca in attività e disciplina, agevolando loro di molto le prime fatiche della Scuola elementare. Cari ex-allievi ed amici lontani, la vostra collaborazione in quest'opera sociale io la riterrò un omaggio al ricordo di tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, nel bene e nelle difficoltà, ma sempre affiatati nella ricerca del meglio che giovi a tutti. Se nei nostri ricordi c'è qualche punto oscuro che riguardi la mia attività, ve ne chiedo perdono e vi prego di credere alla mia buona fede anche negli errori, perché vi ho amati e vi considero parenti spirituali, titolo acquisito nella Scuola e nelle iniziative dei miei anni migliori. Non pensate che io esiga da voi sacrifici rilevanti; so che i tempi sono un po' peggiorati, ma... il soldino fa la lira e l'unione fa la forza. Il signor Parroco a cui potete indirizzare il vostro obolo natalizio, specificando: «Pro Scuola Materna», tramite il bollettino, vi accuserà ricevuta e darà resoconto dell'impiego per le realizzazioni che si potranno fare. Io personalmente vi assicuro il mio riconoscente ricordo in questa e nell'altra vita, mentre i piccoli innalzeranno una preghiera giornaliera per il vostro miglior avvenire. Buone Feste e che Iddio vi benedica nello spirito, nella salute e nel lavoro. Vostra aff.ma
Maestra Emma |