1967 Giugno |
Perché no il divorzio |
«Certamente lo vorremmo anche noi, il divorzio... se fosse un vero bene per tutti: per la famiglia, padre, madre, figli, per lo Stato, per la Chiesa, per tutti, insomma. Ma se un bene non è? Dobbiamo volerlo anche se è un male? Volere il proprio male è roba da pazzi. Ma il divorzio è un bene? E' un male? Ci sono uomini che lo dicono un bene e ci sono uomini che lo dicono un male. Chi ha ragione? Bisognerebbe fare un processo, chiamando dei testimoni. Buoni testimoni potrebbero essere i figli dei divorziati...». Ho letto recentemente un referendum di questi figli e li trovo tutti concordi nel dichiarare un male il divorzio. Ma ci sono dei casi pietosi fra i coniugi. E allora? Neppure per questi il divorzio? Un «piccolo divorzio»? Vi dirò che il matrimonio è stabilito da Dio. Iddio conosce anche i casi pietosi e disperati. E con tutto ciò Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, ha detto riguardo al matrimonio, che unisce l'uomo alla donna: «ciò che Dio ha unito l'uomo non deve separare». Chiaro? Dobbiamo seguire l'ordine di Dio o quello degli uomini? Se Gesù voleva il divorzio, lo avrebbe fatto capire in qualche modo. Vuol dire che questo non può essere un giusto rimedio per i casi difficili nel matrimonio. Quindi il divorzio è un male. Le Nazioni che lo hanno approvato, sono in errore. E i fatti, le conseguenze lo attestano, voglia o non voglia. Si sono messi contro il volere di Dio. Vuol dire che il rimedio in tutti i casi sta soltanto in una seria preparazione al matrimonio, per conoscerne i doveri, i sacrifici, le responsabilità. Il matrimonio non è un trastullo, ma uno stato di vita: la famiglia, cui Iddio affida delle anime da educare per la vita eterna. Non per nulla Gesù ha voluto elevare il contratto matrimoniale alla dignità di Sacramento. E nel Sacramento gli sposi trovano le grazie necessarie per una indissolubile convivenza di amore, che tutto sopporta. Dice il Manzoni che «i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione, ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani, e che quando vengono, o per colpa o senza colpa la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore» (Promessi Sposi).
La parola del Vicario di Cristo. Recentemente il Papa Paolo VI disse: «Non vogliamo tacere la triste impressione che sempre ci ha fatto la bramosia di coloro che aspirano a introdurre il divorzio nella legislazione e nel costume di nazioni, che hanno la fortuna d'esserne immuni, quasi fosse disdoro non avere oggi tale istituzione, indice di perniciosa decadenza morale, e quasi che il divorzio sia rimedio a quei malanni, che invece esso più largamente estende ed aggrava, favorendo l'egoismo, l'infedeltà, la discordia, dove dovrebbe regnare l'amore, la pazienza, la concordia, e sacrificando con spietata freddezza gli interessi e i diritti dei figli, deboli vittime di domestici disordini legalizzati. « Noi pensiamo — ha concluso il Papa — che sia un vantaggio morale e sociale e sia un segno di civiltà superiore per un popolo l'avere saldo, intatto e sacro l'istituto familiare e vogliamo credere che il popolo italiano, a cui non un giogo è stato imposto dalle norme del Concordato relative al matrimonio, ma un presidio e un onore sono stati conferiti, comprenderà quale sia in questo campo fondamentale per le sue fortune morali e civili la scelta buona da fare e da difendere». |