1976 Dicembre

Notizie breve

 

Il gemellaggio: Arcidiocesi di Firenze-Pieve di Buia

L'iniziativa è partita personalmente da Sua Em. il cardinale Florit, per l'amicizia che lo legava all'arciprete mons. Urbani. Ha avuto inizio il 2 luglio e il suo momento solenne il 28 agosto.

I fiorentini (sacerdoti, suore e laici d'ambo i sessi) sono arrivati qua a gruppi di 10 persone, equipaggiate dell'occorrente, per aiutare le famiglie più bisognose hanno lavorato a turni quindicinali, dopo aver fissato il centro operativo in una baracca al centro di S. Stefano, ospiti del cav. Pietro Ursella (Gurin).

Lo spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi era desolante: una Pieve di 3.500 abitanti presenti (la parrocchia più grande di Buia) con più del 90% di case inabitabili e tutte le chiese inagibili. A S. Stefano su 35 fabbricati 2 soli usabili; ad Arrio su 50, solo 3; in Monte su 18 una soltanto... C'era da aiutare materialmente e da sollevare gli spiriti afflitti. Il sostegno morale diventò più urgente specialmente dopo le scosse dei giorni  11 e 15 settembre.

L'intervento dell'Arcidiocesi fiorentina si è diretto subito ed ha continuato sempre principalmente alle famiglie mediante contributi finanziari, l'assistenza socio-sanitaria, l'invio di una trentina di roulottes e la posa di 3 prefabbricati per altrettante famiglie. Ma la nota qualificante della sua opera è stata la cura degli anziani e dei giovani. Per 80 ragazzi il seminario di Firenze, col suo rettore don  Gualtiero,  ha organizzato  un  campeggio di formazione; altri 40 hanno potuto trascorrere una decina di giorni sul Monte Cimone impegnati nella riflessione ecclesiale.

Gli anziani hanno avuto da parte di suore, di insegnanti e di assistenti sociali un'assistenza quotidiana a domicilio e sono stati anche ospitati a pranzo in case private. Il sindaco maestro Edi Giacomini e l'arciprete hanno elogiato in forma solenne e vivamente ringraziato la Chiesa Fiorentina, nella grandiosa manifestazione del 28 agosto, ma il ricordo del suo buon cuore non sarà mai cancellato dalla memoria dei buiesi. Il centro operativo dei Fiorentini si è ora trasferito a Ursinins Grande.

 

Altri gruppi di amici-benefattori

Nei giorni penosi succedutisi al terremoto altre persone o sole o in comitiva sono venute a visitarci, a confortarci ed a soccorrerci: lo diciamo con commossa gratitudine: gente mai vista, sconosciuta, ma sensibile di cuore e generosa. Ne nominiamo alcuni soltanto.

Il gruppo degli Alpini e quello di Torino che ha lavorato alla riparazione di alcune case e del locale della Scuola Materna. Il gruppo di Bergamo che ha continuato e continua quest'ultima opera dei Torinesi; quello di Trento (Rabbi e Piazzola di Rabbi) che ci hanno costruito la baracca-cappella di S. Stefano; la «Caritas Austriaca» che ci ha regalato il prefabbricato per la Scuola Materna; la Comunità Giovanile di Cuneo, diretta da P. Giuseppe Àrione che ha fatto generose elargizioni al nostro Coro e alla nostra Casa della Gioventù e donato una roulotte all' «Ufficio Parrocchiale; la Parrocchia di S. Caterina di Firenze che ci ha fornito un box-cappella per Ursinins Grande: la Pieve di Pontedera che ha regalato una roulotte a  noi  sacerdoti,  le  parrocchie della SS.ma Annunziata e del S. Cuore di Firenze che hanno regalato un box per la sacrestia di S. Stefano, il Comune e la Parrocchia di Matrei (Austria) che ha provveduto una casa alla famiglia di Cantin Mario e la famiglia del sig. Nicoloso Giacomo che ha fatto un dono simile alla famiglia di Adulenti Gelindo... Non proseguiamo per non offendere di più la modestia dei nostri benefattori.

 

L'opera della nostra comunità parrocchiale

La nostra è diventata, come altre dopo il terremoto, una comunità di sofferenti e di indigenti. Ma il dolore, se ha aperto il cuore a tanti sconosciuti e perfino stranieri, ha dilatato anche il nostro cuore... Abbiamo messo a disposizione dei nostri fratelli noi stessi e i mezzi ricevuti dai benefattori e ci siamo raccomandati a chi poteva aiutare la nostra gente. Così abbiamo ora il piacere di informarvi che il parroco e il cappellano di Marano hanno ospitati 250 ragazzi di Buia da luglio a novembre, che gli Ospedali Riuniti di Verona hanno accolto 60 dei nostri anziani; che l'avv. Bortolo Brogliato di Vicenza ha provveduto l'alloggio a 15 famiglie che simpaticamente formano ora «Il Villaggio Buia» ha offerto il campeggio a 150 ragazzi. Ed ora altri 15 da lui assistiti e sistemati possono studiare gratuitamente in quella città.

Per nostro interessamento altri anziani ed invalidi sono stati ricoverati in diverse Case di  Riposo della Provincia e molte famiglie bisognose (tutte quelle che hanno fatto ricorso ai sacerdoti) hanno ricevuto roulottes, alloggi, indumenti e denaro. Organizzatore il bravo vicario prof. don Valerio Zamparo.

Ci rammarichiamo che la nostra povertà non ci ha permesso di fare di più. E diamo una lode particolare alla generosa colaborazione dataci dalle nostre Suore  Francescane.

 

Il problema dei luoghi di culto

E' a tutti noto lo slogan lanciato dal nostro venerato Pastore diocesano: «prima le case e poi le chiese» e noi abbiamo seguito la sua direttiva. Appena abbiamo riscontrato che i nostri parrocchiani si erano in qualche modo provvisoriamente sistemati, ci siamo dati da fare per aver un ambiente dove celebrare  la  sacra   liturgia.

Assistiti generosamente dai reverendi confratelli don Binelli parroco di Rabbi e don Svaizzer parroco di Piazzola di Rabbi abbiamo ottenuto che una Impresa ci costruisse l'attuale baracca-cappella in S. Stefano, affrontando un debito di L. 14 milioni che gentilmente ci vien concesso di pagare a rate. Abbiamo picchiato al cuore dei parrocchiani di S. Caterina in Firenze ed essi col  loro parroco ci hanno acquistato il box-cappella piazzato, per benevola concessione dei capifamiglia, sull'area della latteria a Ursinins Grande.

Mediante intese ed accordi graziosi con la «Caritas» diocesana abbiamo ottenuto un altro che sostituirà la demolita chiesa del S. Cuore. E speriamo di poter in qualche modo riuscire ad avere una baracca o un box per celebrare la Messa anche a S. Floreano e in Monte.

 

Un problema ancora insoluto

E' quello della casa canonica; in altre parole dell'abitazione per i sacerdoti; dato che quella bella casa che aveva fatto costruire coll'aiuto dei parrocchiani l'arciprete mons. Bulfoni è stata demolita, e che metà della Casa della Gioventù è stata requisita dal Comune. Per ora il piccolo atrio di questa Casa serve loro di cucina e il resto, libero, a ripostiglio delle masserizie e dell'archivio; e la roulotte da camera da letto... Confidiamo nella Provvidenza e nel buon cuore dei parrocchiani per risolvere questo problema e quello di saldare il debito contratto per la Casa della Gioventù.

 

Buia ha ringraziato gli Alpini

Sono venuti qua i primi, subito dopo il terremoto, da Bolzano, da Trento e da Verona. Ed hanno cominciato subito, noncuranti del pericolo, a riparare i tetti, a rifare i muri e a costruire alloggi: sono opera loro 38 belli e comodi prefabbricati.

La   cittadinanza aveva indetto una grandiosa dimostrazione di affetto e di gratitudine nel pomeriggio di sabato 11 settembre, ma il  terremoto l'ha fermata. Essa ha potuto realizzarsi solo domenica 12 dicembre   con la Messa al campo n. 3 di Sottocostoia celebrata da don Ascanio De Luca già cappellano degli Alpini durante la guerra. Ed è stato  un  avvenimento  solenne e pieno di commozione.

 

Cambio nella direzione della Scuola materna

A sostituire la rev. m. Palmira Fabiani, trasferita a Codroipo, è stata chiamata la rev. m. Diletta Luciana Maranzano, venuta da Buttrio con ottime referenze. E' partita anche suor Taziana Gasparetto dopo 20 anni di permanenza. Alle reverende che ci hanno lasciato un memore ringraziamento, e alla nuova arrivata un rispettoso: benvenuta!

 

Una nuova opera letteraria edita dalla laurenziana

E' un originalissimo poema di 12.000 versi endecasillabi in puro ed elegante friulano. S'intitola «I dis dai ciclamins» (I giorni dei ciclamini). Pensiamo che con esso la letteratura friulana abbia fatto un grande passo avanti in qualità. Ci complimentiamo sentitamente coll'autore, il prof. dott. don Domenico Zannier da Casasola di Maiano.

 

Tre artistiche medaglie di attualità

Sono le medaglie ideate da tre dei nostri più celebri artisti: Gallina, Monassi, Pezzetta Enore. Hanno per soggetto lo spaventoso terremoto che ha devastato il nostro bel Friuli. Sono un'alta espressione di arte e di amore che suscitano ammirazione e commozione. Diciamo:  grazie!  bravi!

 

Un nuovo periodico a Buia

A molta distanza da «Il punto» dopo il terremoto, esce lo «Informarci». Buon proseguimento!