Pasqua 1989 |
Storia e valore spirituale e pedagogico del Presepio Da una ricerca su |
CHE COSA E' IL PRESEPIO? Scorrendo numerosi articoli di sostenitori e divulgatori del Presepio, italiani e stranieri, trovo questa serie di espressioni che mi sembra interessante riportare: — Il Presepio è una forma di venerazione verso la nascita umana del Redentore; è un esempio e una lezione perenne per la comunità cristiana. — Il Presepio è un fenomeno dai molti lati. Nella sua tridimensionalità è più incisivo di un quadro. Nella sua essenza più interiore è espressione di fede vissuta gioiosamente. — Il Presepio evoca emozioni e gioie intense; fa emergere il lato buono che dorme in ogni uomo; risveglia il bambino che è in noi. — Col Presepio noi creiamo a Cristo uno spazio. — Il Presepio indica un preciso stile di vita, è uno straordinario trattato visivo dell'arte di educare. — Per il costruttore di presepi avviene che nella costruzione del Presepio egli può inserire se stesso: egli non sta di fronte al presepio, questo è emanazione del suo IO. — Il Presepio è fiducia che la risposta ai nostri problemi più aggrovigliati sta nella semplicità del Bambino di Betlemme. Ognuna di queste espressioni viene completata con le analisi più varie sulla simbologia degli elementi del Presepio, sul valore paraliturgico e pedagogico della presenza di questa sacra rappresentazione nelle nostre chiese e nelle nostre case e sulla sua evoluzione nel tempo come testimonianza del coinvolgimento dell'uomo nelle vicende storiche. ORIGINI E DIFFUSIONE DEL PRESEPIO Il Presepio è un fatto storico-culturale essenzialmente mediterraneo. La sua origine risale al Medio Evo e tutti ne indicano in S. Francesco d'Assisi il fondatore (1223), ma in effetti nasce da un'esigenza dei sacerdoti e dei parroci di spiegare al popolo, in modo credibile, l'incarnazione di Cristo, lasciando ai teologi la meditazione sui problemi filosofici e sui misteri della fede ed agli artisti lo sforzo di spiegare il livello spirituale del sacro avvenimento mediante la raffigurazione. Il più antico presepio inanimato si conserva a Roma in S. Maria Maggiore: è opera di Arnolfo di Cambio e risale al 1289. Da Roma il Presepio si diffonde nell'Italia Centrale e quindi in quella Meridionale, a Napoli in particolare. Da qui la sua diffusione si irradia a tutta l'Europa meridionale ed occidentale: Spagna, Portogallo, Francia. La tradizione del Presepio appare più viva e più diffusa nelle zone meridionali che in quelle settentrionali; la parola tradizione indica, infatti, la diffusione nei vari livelli sociali, il valore del sentimento che lo circonda, l'inserimento della sua realizzazione nelle consuetudini locali e, proprio nell'ambiente meridionale è più apertamente manifestato il senso della famiglia e l'amore per la casa, sede e cuore degli affetti familiari. Il Presepio domestico, in questo ambiente, è la manifestazione più significativa sul piano sociale della rievocazione della Natività. Qui, l'allestimento del presepio viene vissuto con stato d'animo di condivisione, di commozione umile e con un certo senso contemplativo e quasi magico per l'atmosfera che lo pervade. Si osserva che la tradizione presepistica è più viva in Andalusia che in Castiglia, più diffusa in Provenza che nella Francia Settentrionale, più più sentita in Baviera che nel Lander del Nord. Nell'Europa Settentrionale il Presepio non è mai diventato popolare come da noi. L'EPOCA D'ORO DEL PRESEPIO. L'epoca d'oro per la diffusione del Presepio a carattere popolare è quella del Barocco (XVII sec). E' l'epoca del teatro popolare, della messinscena, della fede gioiosa ed il Natale diviene centro di gioia. Questi sentimenti trasmessi al Presepio si traducono in costruzioni fastose, in costumi ricchi; il Bambino, di dimensioni più glandi in rapporto alle altre statuine, viene collocato in bella evidenza. Nella realizzazione collaborano: artisti che modellano teste e mani dei personaggi, ricamatrici, sarte, fattori di bambole, stagnai, orefici; vi abbonda quanto vi è di più ricco e prezioso: palme d'argento, angeli con vesti tempestate di gemme, sfarzosissimi cortei dei Re Magi. Questo sfarzo oggi viene molto criticato, ma la fede popolare di allora vedeva naturale venerare Dio con tutti i mezzi Quando si giunge al 1800, le leggende si convellono in nostalgia della Terra Santa e cresce il desiderio di visitare i luoghi santi che però sono inaccessibili alla maggior parte della gente. 1 racconti di quelli che hanno la fortuna di poter compiere un viaggio in Palestina fanno sì cenno alla fastosità delle abitazioni principesche orientali, ma evidenziano soprattutto la povertà dei luoghi e della vita del popolo. Il Presepio si trasforma in Presepio orientale di stile nazzareno; il fasto e la gioiosità si fanno più seri e distaccati. Onesto genere di Presepio ha una vasta diffusione nelle abitazioni, grazie ai prodotti fabbricati in gran quantità dagli abitanti della Val Gardena o da lavoratori domiciliati in Germania. Si sente, però, la mancanza di idee nuove. IL PRESEPIO NEL XX° SECOLO All'inizio del 1900 emergono gli artisti del Tirolo che rimettono in auge il legno come materiale ideale per realizzare personaggi e scenario del Presepio. Essi creano uno stile nuovo per rappresentare l'avvenimento Natale. I loro pastori ricopiano la gente umile, i contadini con vestiti semplici, ma contemporanei. L'ambiente in cui si collocano è quello del Tirolo con le case di legno. I Re Magi col corteo si fanno rari per un vero rifiuto del fasto. Molti intagliatori rinunciano anche al colore per lasciare l'effetto ai toni caldi del legno. Nell'impostazione di questo Presepio si legge la nostalgia per la propria terra come paradiso perduto in seguito alla rivoluzione industriale. Viene manifestato spesso, soprattutto ai nostri giorni, l'orrore dell'urbanizzazione, la nostalgia di un mondo vivibile senza cemento, senza autostrade, senza gas di scarico, senza villaggi in funzione turistica. Si nota un risveglio d'interesse per la Fede perché l'uomo vuole sperare in tempi migliori: il miracolo che si chiede al Natale è di darci un mondo vivibile senza angoscia esistenziale. Anche nella brevità di queste note (lo studio del fenomeno PRESEPIO risulta vastissimo), si può dedurre che la funzione di questa nostra tradizione cristiana è quella di far assimilare spiritualmente l'avvenimento Natale attraverso la trasposizione delle concezioni e delle aspirazioni degli uomini nel tempo in cui vivono. Sembra facile, ora, riconoscere nelle statue del nuovo presepio del duomo di S. Stefano il filone di provenienza ed il messaggio implicito ed esplicito che ci annunciano. |