2005 Natale |
S. E. MONSIGNOR CLAUDIO GUGEROTTI A BUJA Tutt'ora è Nunzio Apostolico in Georgia, Armenia e Azerbaigian di Maurizio Missio |
Sabato 1 e domenica 2 ottobre la Forania di Buja ha ospitato Mons. Claudio Gugerotti (don Claudio per i Bujesi), Nunzio Apostolico in Georgia, Armenia e Azerbaigian. L'invito a Buja è stato formulato dal Consiglio Pastorale Foraniale e dalla Caritas di Buja. Monsignor Gugerotti, nominato da Giovanni Paolo II Nunzio Apostolico nelle tre repubbliche Caucasiche ed eletto alla sede titolare di Ravello con dignità di Arcivescovo, fu ordinato Vescovo dallo stesso Pontefice nella Basilica di San Pietro il 6 gennaio 2002. Le due giornate trascorse da Don Claudio a Buja sono state segnate da due momenti importanti: il primo, si è svolto sabato sera in Duomo con una conversazione sul tema "La carità cristiana di frontiera veicolo di ecumenismo" ed il secondo, Domenica 2 ottobre, con la solenne concelebrazione della S. Messa e la processione in onore della Madonna del Rosario. Nella serata di sabato Don Claudio ha aperto uno squarcio sulla situazione delle repubbliche Caucasiche a seguito della caduta dell'U.R.S.S. Il suo discorso, volutamente improntato non tanto ad un approccio strettamente religioso ma piuttosto alla descrizione realistica delle situazioni socio-economiche delle tre repubbliche, ha spaziato dalle problematiche legate al terrorismo ed alle guerre latenti, alla lotta quotidiana per la sopravvivenza delle persone anziane e alla difficilissima situazione della "regolazione delle nascite" che per lo più avviene con l'aborto; il numero medio, riferisce Don Claudio, è di sei - sette per donna. La situazione economica delle tre repubbliche ha risentito del crollo dell'apparato statale a seguito della frantumazione dell'impero Sovietico che ha creato un numero elevatissimo di "disoccupati dello stato" poco propensi a modificare le abitudini meno nobili dell'ex U.R.S.S. Queste problematiche, unite alla situazione geopolitica attuale dell'area (l'Ossezia con la strage di Beslan è ad un centinaio di chilometri, così pure la Cecenia), e quella passata (basti ricordare il genocidio del 1915, compiuto dai Turchi, che provocò la morte di un milione e mezzo di Armeni, genocidio che tuttora impedisce le relazioni diplomatiche tra la Turchia e l'Armenia, oppure il nodo del Nagorno - Karabakh, che ha provocato una guerra sanguinosa tra Armeni e Azeri) costituiscono quella che è chiamata la "polveriera caucasica". E di questo Don Claudio, c'è ne ha dato testimonianza talora anche con il più duro realismo. Ci ha, infatti, anche raccontato che prima di rientrare in Italia è rimasto "assediato" per una settimana nella sede della Nunziatura a Tiblisi (Georgia), perché gli Ortodossi si stanno preoccupando del proselitismo cattolico. Nonostante la descrizione della cruda realtà, Mons. Claudio ha voluto evidenziare che i cattolici nelle tre repubbliche sono in prima fila per risollevare la situazione dal punto di vista morale, materiale, sanitario con la creazione di case per bimbi abbandonati, poliambulatori, mense per i poveri, ospedali, scuole. Con l'Avvento 2005 anche la Forania di Buja parteciperà ad un microprogetto, (con un costo annuo di 5.000 euro), in collaborazione con la Caritas della Georgia per il pagamento dello stipendio mensile di tre persone del settore medico, per una durata di cinque anni, al fine di garantire l'assistenza sia ambulatoriale che domiciliare agli anziani soli, che assieme ai bambini abbandonati costituiscono una delle maggiori povertà della Georgia. Dobbiamo anche ricordare che la collaborazione con la Caritas della Georgia è iniziata ancora nel dicembre del 2002, da parte del gruppo "Fat a man di chès di Buje". Questo gruppo di volontarie, che in occasione del S. Natale da moltissimi anni realizza la mostra mercato presso la canonica di S. Stefano, si è attivato per inviare diverse offerte per la realizzazione della casa di accoglienza per i bambini abbandonati di Tiblisi. |