2007 Natale

Magdi  Allam a  Buja

di Maurizio Piemonte

 

Il 7 ottobre scorso, presso la Casa della Gioventù si è svolto un incontro-dibattito con il ben noto giornalista e scrittore, di origini egiziane, Vice-Direttore del Corriere della Sera, volto televisivo ed esperto di questioni medio-orientali.

L'intervento del dott. Magdi Allam, pacato nei toni ma sereno e deciso nelle proprie argomentazioni, si è sviluppato attorno ai contenuti dell'ultimo suo libro "Viva Israele", dove proclama la sacralità della vita, di tutte le vite di tutti gli uomini, contro il fanatismo religioso, la cultura dell'odio e della violenza. Facendo riferimento alle proprie personali esperienze, Magdi Allam ha spiegato la propria maturazione riguardo alla contrapposizione arabo-israeliana e all'avvento del fondamentalismo islamico.

A tale proposito Magdi Allam ha affrontato l'aspetto dell'atteggiamento dell'Occidente rispetto all'avanzare del fondamentalismo islamico. Innanzitutto ha affermato che la sopraffazione violenta, l'integralismo sociale, sessista e dei costumi sono peculiarità della componente fondamentalista e non della vera religione islamica; lo dimostrano secoli di storia di tolleranza e di convivenza e anche le odierne varie realtà islamiche mode-

rate. Quindi, a differenza della Fallaci, di cui era amico ed estimatore, Magdi Allam indica una duplice strada al comportamento occidentale: dialogo e attenzione verso i moderati e fermezza culturale, morale e civica nei confronti del fondamentalismo.

Sincere e ispirate sono state al riguardo le sue citazioni di Papa Benedetto XVI, a cui riserva il merito di aver richiamato la società europea circa i pericoli del relativismo, l'annacquamento dei propri valori cristiani e di civiltà; aggiungendo che il fondamentalismo islamico interpreta come debolezza i nostri eccessi di garantismo e approfitta del buonismo di tante norme, "è indispensabile - ha precisato - che gli immigrati siano educati ai doveri, al rispetto della comunità che li ospita, prima che pretendere diritti", aggiungendo che "per garantire il diritto di tutti al proprio culto non si può permettere che tante moschee e associazioni islamiche possano tranquillamente predicare l'odio e la violenza".

La conferenza ha avuto una lungo seguito per la dedica con firma che ha concesso a tutti, scambiando con ognuno un commento; una dimostrazione di straordinaria disponibilità e gentilezza