![]() Pasqua 2010 |
Confidenze del vostro Parroco di Emidio Goi |
II sacerdote Dedico questi primi pensieri a don Ilario che sarà ordinato prete il 29 maggio prossimo nella Cattedrale di Udine e che celebrerà da noi la sua prima Messa solenne Domenica 6 giugno, solennità del Corpus Domini, nel Duomo di S. Stefano. Da oltre 50 anni sono prete e da oltre 10 sono parroco di Buja: San Lorenzo, S. Stefano, Madonna, Urbignacco e, Tomba. Il bilancio della mia vita tutto sommato credo che sia positivo, comunque lo sa il Signore. Io so che lungo questi anni ho fatto del mio meglio nei compiti che l'Arcivescovo mi ha affidato. Ho sempre avuto fiducia nel Signore e ho considerato l'obbedienza una virtù sacerdotale ed ecclesiale. Non tutto quello che mi è stato chiesto è stato di mio gradimento, tuttavia con la grazia di Dio l'ho considerato come offerta gradita al Signore nell'accettarlo e nell'eseguirlo. Non sono mancate le debolezze, le delusioni, le umiliazioni, le infedeltà. Fanno parte della nostra umanità. Non è mai venuto meno però il fondamentale "sì" della risposta alla chiamata ascoltata nella mia adolescenza. Ecco, allora, caro don Ilario, la seconda cosa importante nella vita sacerdotale dopo l'obbedienza: la fedeltà alla propria vocazione. Fedeltà coltivata nel continuo approfondimento della conoscenza di Gesù, che mi ha chiamato e ha avuto fiducia di me. Fedeltà declinata 7 febbraio 2010: Giornata per la Vita giorno per giorno nell'amore a Cristo in modo da diventare innamoramento globale ed unico, nella realtà del quale vivere e declinare l'amore ai fratelli nel suo esempio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Questa è la cosa più importante che dà ragione e giustifica pienamente le altre due: l'amore incondizionato a Cristo Gesù che rende bella, gioiosa e pasquale la vita del prete. Non ti dico altro. I successi pastorali, carriera, riconoscimenti fanno parte certamente del corredo della vita anche del prete, ma sono sempre relazionati al suo essere come Cristo Gesù obbediente e fedele all'amore del Padre che lo ha mandato per la salvezza del mondo. Pertanto il sacerdote è "alter Christus" - un altro Gesù, o è come il sale che ha perso sapore. Con l'augurio, don Ilario, di averti qui a Buja a sperimentare le tue primizie sacerdotali. La sacra Sindone Dal io aprile al 23 maggio prossimo, nel duomo di Torino dove si trova da 400 anni, sarà esposta alla venerazione dei fedeli la sacra Sindone. Credo che tutti in qualche modo ne abbiamo sentito parlare. Io la contemplai nell'ostensione del 1998 con commozione e con grande affetto. L'insieme del lungo lenzuolo con tutti quei segni, ma soprattutto il volto che emerge dal misterioso silenzio ti sta davanti e ti interroga con mute parole di amore e di compassione. Di chi è quel volto? Chi è quell'uomo che porta i segni della flagellazione, della corona di spine e della crocefissione? Come è arrivato fino a noi - se veramente lo è - quel lenzuolo che Giuseppe di Arimatea ha comprato e vi ha avvolto il corpo di Gesù secondo il racconto evangelico? Sta lì a Torino, nella cappella agganciata al Duomo e fatta costruire dai Savoia proprio per la sua custodia. Quella Sindone, che porta quell'immagine che è un negativo fotografico, presenta elementi tali nella tessitura, nei pollini ritrovati che conducono alla Palestina come luogo della sua provenienza. Perfino gli studiosi lo fanno risalire ai tempi della vicenda umana di Gesù di Nazaret. A Torino è stata portata dai Savoia dalla Francia; in Francia era arrivata forse per opera dei Templari. La Sindone è stata studiata da scienziati esperti di ogni settore con le conclusioni talvolta contraddittorie, pertanto sempre aperte ad ulteriori domande. E noi siamo ancora a domandarci di chi è quel volto? Chi è quell'uomo martoriato? Se lo spettacolo dell'universo nella sua immensità, negli astrali silenzi delle costellazioni, nelle meraviglie della natura che ci circonda, ci invita a cantare del grande Iddio la gloria, il volto dell'uomo della Sindone che ci guarda con infinita tenerezza sta forse a dirci l'infinito amore di Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio per farci suoi figli adottivi. Non solamente questo ci suggerisce quel volto santo, ma anche ci aiuta a capire che tutte le sofferenze degli uomini si sono riversate su di lui quasi a rappresentare tutto il dolore innocente che attanaglia l'umanità. "Adoramus te, Criste, ed bene-dicimus tibi, quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum" - ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo. Questa è la preghiera davanti al volto santo della Sindone. Dieci anni a Buja Prima di tutto un grande ringraziamento alle persone che hanno collaborato con me in questo tempo. Parrocchie di San Lorenzo, poi Tomba, poi Madonna e Urbignacco. In tutte ho trovato persone generose che, sentendo forte la propria appartenenza, hanno dato una mano nei vari ambiti delle attività pastorali: a) Ambito amministrativo. Persone competenti hanno seguito, e continuano a farlo, tutto l'apparato amministrativo-gestionale delle parrocchie. Sia le parrocchie, come le due scuole dell'infanzia parrocchiali, sono gestite sotto l'aspetto amministrativo con la cura del buon padre di famiglia. Naturalmente l'intera comunità con il suo contributo, fatto pervenire in vari modi, ha cooperato a mandare avanti le cose. Veramente non proprio tutti sentono la necessità di aiutare la propria parrocchia e le buste natalizie lo palesano. Non si può sempre e solamente pesare sulle offerte di coloro che frequentano la chiesa con regolarità. È doveroso che tutti si sentano coinvolti. I problemi da risolvere, cose da fare, sogni da realizzare (vedi casa di Forni di Sopra) sono tanti; l'invito rivolto a tutti è quello di sentirsi presenti ed interessati all'aiuto per quanto possibile a ciascuno. In ogni parrocchia: S. Stefano, Madonna, Urbignacco, Tomba, sono aperti piccoli o grandi cantieri che attendono la nostra collaborazione per realizzare con gradualità quanto più necessita. b) Ambito pastorale. Un doveroso ringraziamento ai direttori e ai componenti dei consigli pastorali per aver in vari modi promosso, accompagnato e sostenuto le varie attività pastorali della nostra comunità. Meritano riconoscenza: i sacrestani delle nostre chiese; le cantorie sia degli adulti, come quelle dei ragazzi e dei giovani; tutte quelle persone che tengono pulite le nostre chiese e le abbelliscono coi fiori; quelle persone che a Natale ci fanno gioire con stupendi presepi che decorano il duomo e le altre chiese di Buja; in questo ampio ringraziamento sento il dovere di comprendere tutti i proprietari di negozi o aziende che nelle varie circostanze sono stati generosi con il loro aiuto concreto in denaro o in oggetti utili per le attività parrocchiali. Si sentano tutti ringraziati quanti hanno fatto del bene alle nostre comunità. e) Una menzione particolare nel mio grazie va al cappellano don Daniele che opera con me da oltre sette anni. Don Daniele merita tutto il mio rispetto e la mia riconoscenza e quella di tutta Buja soprattutto per quanto ha fatto e fa per i nostri ragazzi e i nostri giovani. Le suore di Madonna sono un segno della presenza pastorale specialmente per i nostri anziani e malati, oltre che l'aiuto nella scuola dell'infanzia: a loro la mia stima e il mio ringraziamento. Per i preziosi servizi liturgici meritano un grazie sentito mons. Giancarlo Menis e don Domenico Zannier. d) Un ambito pastorale di notevole spessore e di generosa attività è sempre quello della Caritas. Monsignor Aldo ha profuso in questo settore tutta la sua intelligenza e ha saputo rendere efficiente un buon gruppo di persone che con lui hanno collaborato e che continuano a operare con dinamicità. Ancora, infatti, la Caritas di Buja tiene alte le antenne per captare le necessità dei fratelli vicini o lontani per prontamente portarvi rimedio, per quanto è possibile. Dobbiamo dire grazie alla Caritas che ci aiuta a vivere e a mettere in pratica le opere evangeliche dell'amore fraterno. e) I due ambiti della liturgia e della catechesi, come quello della famiglia, sono parte viva della pastorale in una comunità che si sente cristianamente viva. Nell'attività liturgica che si esterna particolarmente nei settori della Parola di Dio, c'è discreta partecipazione, partecipazione libera e anche coscientemente svolta, tuttavia resta sempre aperta a tutti coloro che desiderano parteciparvi. L'opera preziosa dei catechisti suscita tutta la considerazione di un parroco, perché sono essi che con lui seminano la parola della fede, insegnano i fondamenti della nostra religione cristiana. Grazie a Dio, si sta formando a Buja un bel gruppo di catechisti. Ad essi va il mio più profondo ringraziamento. Io mi auguro che il buon cammino intrapreso possa felicemente continuare, magari con altre persone che daranno la loro disponibilità in questo compito di gran lunga il più importante per una parrocchia. Avrei tante altre cose da dire o meglio da scrivere. Molte i bujesi le sentono nelle mie lunghe omelie. Qui ho voluto semplicemente fare alcune considerazioni a cuore aperto con la mia gente. Nel mio cuore restano in modo particolare le preoccupazioni per le famiglie specialmente quelle giovani, sulle quali grava il compito dell'educazione dei figli... mi auguro veramente di fare qualcosa di più per esse. Qui non posso non lodare e incoraggiare i genitori dei bimbi delle nostre scuole dell'infanzia che continuano in quella splendida collaborazione che li vede protagonisti nelle varie attività di carattere educativo e culturale e che tornano a vantaggio anche economico per le scuole stesse. A tutti dico grazie. A tutti domando la collaborazione e la corresponsabilità per il bene delle nostre comunità, anche in vista del rinnovo dei consigli amministrativi e pastorali secondo le indicazioni del nuovo arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato a cui daremo presto il benvenuto nella nostra Buja. Auguri sinceri di Buona Pasqua a tutti. Il vostro Arciprete Mons. Emidio Goi |