1955 Febbraio

Cronistoria di un grande avvenimento

 

Vedi anche "Le Madone  atôr par Buje - 50 anni dopo"

 

Chi non ha vissuto le giornate della «peregrinatio» di S. M. ad Melotum nelle nostre Borgate non le può immaginare e chi le ha vissute non le potrà mai più dimenticare.

Tanto è stato l'entusiasmo, lo slancio di fede, tanta la messe di preghiera e di omaggi, numerose, spontanee ed indovinate le manifestazioni lungo l'intero percorso processionale con la venerata Immagine.

Non si contarono gli archi, gli addobbi delle case, delle finestre, delle strade, le illuminazioni; ci sono stati chilometri di svolazzi multi colori, migliaia di manifesti e di striscioni.

Non si è fatto caso, specie nei primi quattro giorni, alla pioggia, alla nebbia, alle pozzanghere, alle strade alle volte impossibili; non si calcolò le distanze, certi tratti del percorso aspro e difficoltoso, le ore insolite nelle partenze e negli arrivi fra una tappa e l'altra.

Per la Madonna non c'era fatica che pesasse!

Spesso per accontentare devoti e borghigiani si è dovuto cambiare o modificare il percorso prestabilito. Tutti volevano «vedere» la Madonna pellegrina; vederla passare sotto le proprie finestre, vicino alle case, avere la sua benedizione; tutti poter dire e passare il ricordo alla posterità: «E' passata anche di qui... Anche noi l'abbiamo onorata... gli abbiamo tributato il nostro povero o-maggio...».

La nostra Buia ha tante possibilità di ordine morale e spirituale, nobili tradizioni di fede.

 

Per queste sue possibilità ha preparato, a conclusione dell'Anno Mariano la grande e solenne manifestazione in onore della Vergine, che resterà segnata nelle pagine gloriose della nostra storia come una dello più belle; nell'ambito dei suoi confini ha portato in trionfo la venerata immagine di S. M. ad Melotum, dinanzi alla duale per oltre tre secoli sono passati reverenti i nostri Maggiori; e al passaggio trionfale della Madonna abbiamo veduto cadere tante piccole barriere, motivi di dissidio; ha fatto palpitare all'unisono tanti cuori, ci ha fatto capire che siam tutti fratelli, tutti suoi figli!

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La solennissima manifestazione ma-riana ha avuto inizio il giorno di sabato 27 novembre, alle 10 del mattino, collocata su di un carro trionfale, trainata da un trattore, la statua mosse dalla sua chiesa di Madonna.

E' passata per Codesio, Belvedere ed è giunta nella chiesa di Urbignacco. Nonostante l'inclemenza del tempo, l'addobbo era sfarzoso e fin da quel momento ognuno ebbe la sensazione che la «peregrinatio» avrebbe dato i suoi frutti.

In serata la Parrocchia di Urbignacco volle che la Madonna raggiungesse la Fornace e passasse per le sue vie secondarie.

Il giorno seguente il corteo ripassò per Madonna, salì a Sopramonte per scendere, dopo di avere percorso l'interno della Borgata, fino a Campo, dove arrivò a mezzogiorno.

Qui venne cantata la Messa dinanzi ad una folla enorme che si era stipata in un cortile dove era stato improvvisato un magnifico altare.

Alle 14 si riprese la «marcia» per raggiungere Tomba; la prima tappa nella nostra Parrocchia è stata Saletti, dove Mons. Arciprete porse alla Vergine pellegrina il primo saluto. Tutta la popolazione del luogo e quella di Tomba era presente.

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Dopo di avere pernottato nella chiesa di Tomba, la mattina di lunedì la Madonna raggiunse S. Floriano; il tempo era pessimo ma ciò non impedì che il trionfo esterno mancasse e fossero assenti i devoti accompagnatori.

Il martedì dopo di avere sfilato per Sottocostoia, per l'erta di cà Briante, la Chiandane e Dobes, il sacro corteo raggiunse Monte.                       .

Il mercoledì pioveva ma tanta gente salì fino in Monte per poi ridiscendere con la Madonna per Camartino, e da qui a fare il giro di Strambons e poi ancora al quadrivio di S. Stefano imboccare via Roma; dinanzi all'Asilo «Fran-co-Andrea Nicoloso» una frotta di bimbi, accompagnati dalla Madre, si para dinanzi al carro trionfale e lo ferma per salutare la Vergine.

Si riprende il cammino per sfilare lungo il Mercato fino alla chiesetta del Sacro Cuore dove si sosta. Gli ammalati, i vecchi ricoverati dal cortile e dal ballatoio salutano la «santa Pellegrina».

Il giovedì, quando la Madonna arriva sulla piazza di Avilla, dopo di avere toccato le Borgate di Sottocolle e Ontegnano, il sole fa capolino fra le nubi.

Il Parroco locale la saluta a nome della popolazione e poi sì riprende il cammino; laggiù, in Andreuzza che non era in programma, sono in fremente attesa.

Presso il Molino gli operai della ditta Vattolo, in tuta si prendono la Madonna sulle spalle e la portano presso la chiesa, devotamente; il Parroco celebra la Messa; alle 12 si era di ritorno ad Avilla.

Venerdì. Ad Avilla giunge per il ritiro del Clero della Forania, l'Arcivescovo di Gorizia S. Ecc. Mons. Ambrosi, perciò la processione di qui muoverà alle ore 14. Una folla enorme si è adunata e il primo tratto, lungo lo stradone dì Tonzolano si prega per la salute del Papa: un'ora prima la radio aveva dato notizie allarmanti.

Per la strada di Pasch si raggiunge la strada di Mels e da questa si sale a Ursinins Grande sotto un pallido soie,

Sabato si scende fino al Crocefisso presso Carvacco e da qui si sale nella Borgatella di Sala. La storia non ricorda un corteo sacro fra quelle vie. Sulla Piazzetta si cantano le Litanie lauretane.

Ed eccoci a Collosomano. Nel cortile Cappelletti è approntato, sotto una tettoia, l'altare: sotto una volta stellata la Madonna pare sorrida alla folla convenuta, ai bambini delle Scuole che sono venuti «ad incontrarla ed a salutarla con le loro dizioni e le loro preghiere. 

Si canta la Messa in terzo. Un avvenimento che non sarà mai più scordato. La prima Messa che si celebra lassù. E scende la notte mite e stellata. La Borgata ha perduto la sua fisionomia; è tutto un tripudio di luci, di fiori e gente, gente che sale dalle sue strade. Razzi, bengala e spari salutano la Madonna che parte verso il Duomo.

Mille e mille luci sfavillano, lungo il percorso del Col Baldo, presso la Co-cule, le Scuole, S. Stefano; centinaia di candele e di torcie sono portate a mano dalle migliaia di devoti che da tutta Buia sono intervenuti ad accompagnare la Madonna. Squillano le note della musica, i canti mariani che la notte ripete in cento echi da colle a colle.

In Piazza, dinanzi alla porta maggiore del Municipio la statua della Vergine venne intronata mentre dal balcone l'Arciprete del Duomo di Udine, mons. Travani riepiloga i fasti ed i moniti che ci sono venuti dalla Madonna in questo secolo. La Piazza era zeppa di folla commossa e devota. Poi si entra in Duomo fra suoni e canti, accensione di razzi.

A mezzanotte Messa e Comunione generale.

Domenica 5 dicembre conclusione della « peregrinatio ». In mattinata celebra un solenne pontificale il Vicario Generale dell'Arcidiocesi mons. Comelli. Una folla enorme stipa il duomo. A Madonna sono ansiosi di vedere ritornare la loro protettrice.

Alle 14 si forma il corteo, accompagnato da tutto il Clero.buiese e presieduto dal Vicario Generale; suonano le due Bande di Buia.

Nessuno saprà mai dire il numero dei partecipanti alla grande manifestazione conclusiva; c'era gente da l'uno a l'altro capo della vasta terra di Buia.

Sulla Piazza di Madonna, dinanzi a quella folla strabocchevole, il Vicario Generale diede l'ultimo saluto alla Vergine pellegrina; elogiò la fede e l'amore dei buiesi verso la Madre celeste, esortò su questa scia luminosa alla concor-dia; poi appese al polso della Madonna un braccialetto d'oro, dono dell'Associazione delle Famiglie dei Caduti, perché resti a ricordo del grande avvenimento