NOTE |
(1) Per ragguagli su questa attività dei buiesi vedi: L. Zanini, Friuli migrante, edizioni della « Panarie », Udine 1937, pg. 217 e segg.; P. Menis, L'avventura della Madonna dei fornaciai, a cura della parrocchia di Avilla, Udine, 1960.
(2) Significativo in proposito l'aneddoto raccontatoci da monsignor Giuseppe Bulfoni arciprete di Buia (1862-1932) che ha per protagonisti il suo predecessore nella reggenza della Pieve, monsignor Pietro Venier (1830-1902) ed un « capuzzàt » del luogo. Questi un « gagà » che andava in giro «in mieze velade», con bastone dall'impugnatura d'argento ed una vistosa catena d'oro nei taschini del gilè, un giorno scapellandosi domandava con sussiego al parroco, quali fossero le origini del suo « onorato » casato. Il Venier, uomo intraprendente ed intelligente, ma altrettanto rude e franco, gli rispose: « O, si stà poc... prime di te al iere to pari e to nono al vignive da l'ospedâl... »
(3) Domenico Casasola, il padre del morto e del futuro arcivescovo di Udine, visse lunghi anni nella capitale della Carintia, Klagenfurt, dove esercitava un piccolo commercio che le cronache non specificano quale fosse. Anche il piccolo Andrea, il padre, per distorlo dall'idea di studiare e farsi prete lo aveva a suo tempo portato in quella città. Ma a nulla giovò quel divisamento, il « pretino » in erba fugge e, a piedi, ritrova la via del ritorno a casa, dalla mamma.
(4) era il 25 aprile, il tempo del grande esodo primaverile; chissà come morì questo dodicenne, « andando in Germania »? Certamente una disgrazia lo uccise nel primo tratto di quel cammino verso il nord e, ovviamente a piedi, perché la ferrovia era di là da venire. Per raggiungere Monaco di Baviera a quei tempi si impiegava una settimana, sgambettando dalle quindici alle sedici ore al giorno, con la soma degli effetti personali sulle spalle e, alle volte, con gli arnesi del mestiere...
(5) I due fratelli Quaiattini morirono l'uno il 25 marzo e l'altro, il più giovane, |