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Lis declarazions 

dal sindic Gino Molinaro

 

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Il Ledra, un fiume importante, legato alla nascita di Buja, ne ha condizionato, nel corso dei secoli, la storia e l'economia. L'intreccio è sempre stato talmente stretto che era impossibile pensare di intervenire sul fiume senza provocare discussioni accese e dibattiti intensi, che talvolta hanno assunto i toni di una polemica quasi sanguigna, generata, quest'ultima, da un affetto pressoché filiale dei bujesi per il Ledra.

 La realtà costituita da esondazioni sempre più frequenti (anche in presenza di precipitazioni non eccessive), da danni materiali causati all'agricoltura ed alle attività produttive rivierasche ed dal rischio sempre più reale per la stessa vita umana, hanno sollecitato l'amministrazione comunale ad accelerare la sua azione volta a ricercare una soluzione definitiva per questo complesso problema.

Varie sono le cause che hanno dato origine a questa grave situazione: fra le tante la costruzione della strada provinciale "Osovana" e dell'autostrada Udine-Tarvisio, che in qualche modo hanno modificato l'assetto territoriale anche sotto l'aspetto idraulico; la colpa maggiore, però, deve essere senza dubbio attribuita agli interventi effettuati sui torrenti Orvenco e Vegliato, immediatamente a monte del Ledra.

Questo è stato il quadro generale della situazione presentato agli organi politici e tecnici dell'amministrazione regionale per sollecitare un intervento capace di chiudere l'ormai indifferibile problema che per le sue dimensioni economiche, non avrebbe mai potuto trovare risposta all'interno del bilancio comunale.

 L'opera di sensibilizzazione continua e costante che l'amministrazione comunale ha svolto, ha trovato riscontro e disponibilità nell'Assessore Bomben che, oltre ad assicurare il finanziamento per stralci dell'intera opera di sistemazione idraulica del fiume, ha provveduto alla concessione al Comune di Buja di un primo contributo di 200.000.000 di lire.

L'incarico per la predisposizione del progetto di massima fu affidato dal Consiglio Comunale all'ing. Bruno Nutta, di Udine, al quale fu subito chiarita la specialità dell'intervento con la direttiva che esso doveva tradursi in particolare nella salvaguardia dell'ambiente fluviale, e ciò in piena sintonia con le indicazioni del Magistrato alle acque e del Comitato tecnico regionale che sono gli organi preposti al controllo delle risultanze progettuali.

Per inciso, il progetto di massima di sistemazione idraulica del Ledra è uno dei due soli progetti che nel corso del 1985 hanno ottenuto l'approvazione degli organi prima citati. Il tecnico si è avvalso, nella progettazione, dei dati contenuti in un precedente studio elaborato dal Consorzio Ledra-Tagliamento e dell'apporto conoscitivo dei residenti e dei proprietari rivieraschi, reso possibile da contatti individuali e da incontri pubblici organizzati a livello circoscrizionale e comunale.

L'amministrazione comunale, conscia dell'importanza dell'opera, contrariamente a quanto si vuol far credere, ha voluto pubblicizzarla nella forma corretta, promuovendo, tra l'altro ed organizzando una mostra fotografica sul Ledra. La volontà politica di preservare l'ambiente, la flora e la fauna fluviali trova riscontro nell'elaborato tecnico di massima che assicura il mantenimento del percorso naturale del fiume e che consente la salvaguardia degli ambiti naturali tipici, assicurando nel contempo che gli accorgimenti adottati, senza modificare l'andamento planoaltimetrico della campagna, permetteranno il riprodursi di tutta la vegetazione spontanea tipica della zona.

 Anche la necessità di regolare la pendenza mediante la costruzione di alcuni salti di fondo non impedirà alla trota, regina di queste acque, di risalire il corso perché ogni briglia sarà dotata di particolari manufatti che consentiranno al salmonide di superare l'ostacolo.

Questo è in sostanza l'intervento sul Ledra: un intervento che richiederà una costante attenzione, per diversi anni, da parte delle istituzioni locali e di tutta la cittadinanza, poiché più volte ufficialmente è stata dichiarata la necessità di un coinvolgimento serio e responsabile, il più ampio possibile, nella predisposizione degli stralci esecutivi.

Sono convinto del valore ambientale e storico del Ledra e, proprio per questo, ritengo che l'argomento debba essere affrontato con la massima serietà e responsabilità e che non è possibile liquidarlo attraverso un esame superficiale, riferito solamente alla quantità di scavi o al volume di calcestruzzo impiegato e nemmeno utilizzando in maniera facile quei mass media che si prestano volentieri a diventare strumenti di parte ed a fornire una informazione reticente se non addirittura falsata, stravolgendo così il vero significato della parola democrazia, che troppe volte si invoca e poi si mette al servizio della demagogia e della faziosità.