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CITTADINI D'ITALIA
L'Italia era fatta; ed i nostri, umili eroi divennero buoni cittadini. Conservarono amicizie con Benedetto Cairoli, con Kossut, e con molti altri coi quali mantennero qualche relazione epistolare. Non parlavano mai delle loro gesta, e se ne parlarono, lo fecero quando eravamo piccini, per farci star buoni, per farci addormentare. Noi allora le credemmo fiabe. Poi, divenuti grandi, ridemmo di quelle cose; eravamo la gioventù nuova e scettica, ci credemmo superiori. Loro, idealisti puri ed illibati, tacquero, chiusero in se come sensitive i tesori dei loro cuori. Capirono che noi non li comprendevamo, e chissà, poveri, quanto soffrirono, a veder quasi deriso, l'ideale che aveva formato il sogno di tutta la loro vita. Ed ora che cerchiamo di saper di loro, di conoscerli di più, per poterli più amare, ora sono muti per sempre. No, noi non arrivammo, allora, a comprendere la loro anima pura e buona, capace di tutte le virtù e di tutti gli ardimenti ; quell'anima generosa, quello spirito indomabile che spinge nostro Padre, vecchio ottantenne, che per sorreggersi ha bisogno del bastone, a gettarsi alla testa di due buoi in fuga, ben sapendo che le sue deboli forze non varranno a trattenerli nella loro corsa pazza, perchè E scomparvero: Lo Zio Pietro nel 1882. Il Giornale di Udine (N. 240 di quell'anno) ne riporta la fine: "Ecco spento uno dei più nobili e modesti campioni del Risorgimento...... Pietro Barnaba, soldato a Venezia fu un Eroe, Sindaco a Buja fu amato e stimato da tutti gli onesti. Nella sua Famiglia — proverbiale per ospitalità — non fu solo amato ma idolatrato..... Sia benedetta la sua memoria! „ Così scrisse di lui uno che si firmò : " Amico e compagno di fede e di disinganni”. A Lui, 4 anni prima, con R. Decreto del Lo Zio Domenico morì nel 1901;"fu per parecchi anni Sindaco di S. Vito al Tagliamento; Consigliere provinciale per 20 anni di seguito; Deputato Provinciale per 10; coprì inoltre varie altre cariche di carattere pubblico e privato. Nel 1872 venne insignito della Croce di Cavaliere della Corona d'Italia. Fu scrittore pregiato in versi e prosa ; scrisse in genere, drammi e tragedie. La biblioteca civica di Udine conserva quasi tutte le sue opere. San Vito lo ricorda con questa lapide: A DOMENICO BARNABA DELLA GENTE NOSTRA FORTE CAMPIONE DEI MOTI DEL FRIULI PARTE EMINENTE - NARRATORE ENERGICO POETA GENTILE DELLE PATRIE ARTISTICHE GLORIE CULTORE ELETTISSIMO PER PUBBLICI UFFICI BENEMERITO LA CITTADINANZA LAGRIMANTE D. D. D. SAN VITO AL TAGLIAMENTO XXIV AGOSTO MCMI. E venne la morte del nostro Padre. Il 12 Maggio del 1914, giorno del suo compleanno, serenamente si spense. Se si dovesse raccontare gli ultimi momenti di Sua vita, si dovrebbe dire che nessun uomo più santo, più giusto, più stoico, seppe dare alla morte un carattere più augusto. Era una grande anima che partiva. Non sarò io che dirò di Lui; lo disse il Popolo di Buja che intervenne in massa alle sue esequie; lo dissero i suoi Compagni d'arme e di fede: " Esprimo a codesta benemerita e patriottica Famiglia il dolore di noi tutti per la morte del Valoroso Soldato dell'Indipendenza Nazionale, del Patriotta e Cittadino ammirato ed amatissimo. Alla Famiglia Barnaba che dal 1848 fino alla Redenzione Italica, ha segnato con sacrifici e col sangue pagine gloriose nella Storia del Risorgimento Nazionale " facendo emergere ovunque il patriottismo ed il valore dei Friulani, esprimo i sentimenti delle nostre condoglianze per la sventura che ha colpito la Famiglia, la Grande e la Piccola Patria”. Cosi scrisse il Dott. Marzuttini, quale Presidente del Consiglio Direttivo della Società Reduci e Veterani delle Patrie Battaglie. Ed il reduce barone Toran de Castro, nella sua orazione funebre, chiama la Sua una "vita fulgente di patriottismo e di valore” ed in seguito, e a noi che fa ammonimento: "..... il tuo esempio nobilissimo troverà imitatori nei tuoi figli, io spero, nei figli tutti di questa terra generosa, dove la Famiglia dei Barnaba " tanto calore di patriottismo ha diffuso », Ed infine, voglio riportare la chiusa di ciò che scrisse, con spirito profetico, in quell'occasione "La Patria del Friuli „ (Num. 134 anno 1914) : "sul frontone della Chiesa sta dipinta la scritta : SQUILLAN LE TROMBE E I MORTI RISORGONO Si, si, i figli non sono degeneri dai Padri, e se mai l'Italia un giorno li chiami, ecco — Si scopron le tombe, si levano i morti — ecco — in ogni famiglia si rinnoverà l'esempio fulgidissimo dato dalla gente Barnaba di Buja, della quale uomini e donne cospirarono e combatterono e sorressero comunque l'opera altrui per togliere la Patria dalla schiavitù, per ridonarle, con " la Indipendenza, la libertà “. |
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