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IL PRANZO DEL RE

Era di tenda con Riccardo Luzzatto ed Alfonso Morgante (1), tutt'e due dei Mille. Di denari erano abbastanza ben provvisti e quindi si permettevano il lusso di mangiare in trattoria. In quel periodo di tempo avvenne l'incontro del Re con Garibaldi, ed il paesello dove i nostri patrioti si trovavano ospitava gli Stati Maggiori dei due eserciti. Come è facile arguire tutto era ormai già stato accapparrato per le mense di quegli Ufficiali e siccome il paese era piccolo anche le famiglie private avevano dovuto sopperire con le loro vettovaglie alle esigenze delle due mense. Nostro Padre aveva già picchiato invano a vari usci e già disperava sull'esito delle sue ricerche, quando un invitante odore di arrosto lo avvicinò ad una casa. Ma  quivi due carabinieri  di  guardia, gli fecero comprendere l'errore che stava per commettere : Lì si preparava il pranzo del Re. Contrariato, stava per rivolgere altrove le sue ricerche, quando si sentì chiamare : Sior Barnaba ! Sior Barnaba ! Si volse, e con grande meraviglia riconobbe, in chi lo chiamava, il già capo cameriere del Caffè Pedrocchi di Padova. "Perbacco, cosa fai qui? — Sono addetto alla mensa del Re. — Bravo 1 allora mi farai mangiare. — Venga con me „. E (concludeva soddisfatto) quel giorno mangiai quanto v'era di meglio alla mensa del Re, e le mie capaci tasche non dimenticarono i miei amici.

(1)  Uno dei deportati friulani in Moravia (Spielberg) nel 1861 (Fotografia Prampero).