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INDIETRO A PIETRO MENIS

Franco - Andrea Nicoloso

di Pietro Menis

 

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La vita di FRANCO-ANDREA NICOLOSO, alla cui memoria oggi per la munificenza della Mamma sua si apre il nuovo Asilo infantile di BUJA, si può compendiare così; Bontà, Studio, Sacrificio della propria vita.

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BONTÀ: A pochi come al Nostro l'appellativo si addiceva, giacché anche il suo fisico esteriore rivelava le doti di cui era ricco il suo cuore e l'anima sua;  lo avresti detto scontroso forse riservato, ma una volta avvicinato si restava conquisi dalla pacatezza della parola, dal lento gestire, dallo sguardo mite un poco assente. Ed era una bontà acquistata con una soda educazione, uno studio ed un controllo ulteriore, vigilante.

Qualità che gli umili a cui si avvicinava volentieri, gli ammalati che curava, i Superiori, le personalità eminenti ed i colleghi fanno rilevare concordi nel lamentare la sua fine immatura.

Buono "sopratutto con la mamma dilettissima"; erano soli lui e la mamma e vivevano l'un per l'altra: il tempo pareva non contasse per loro;; "Dreute,, era sempre il "frut,,, direi il bambino che accetta e vuole consiglio e guida.

Anche lo sport che preferiva era quello dei buoni; cioè la passione per la montagna,

Sulla vetta di un monte si è sempre più buoni, con l'anima sgombra dalle miserie della vita, più vicini a Dio.

La montagna è la cattedrale eccelsa dove meglio si prega...,

FRANCO - ANDREA NICOLOSO era un alpinista, uno scalatore ardito; aveva compiuto delle ascensioni che si ricordano tutt'ora,

E se un giorno venne nella determinazione di abbandonare questo genere di sport lo fece per amore della mamma; un tragico incidente aveva stroncato la vita di un suo carissimo amico; allora vedendo lo schianto di quei genitori piombati all'improvviso nel lutto comprese l'abisso che avrebbe    potuto   aprire    nel   cuoretrepido   della   madre   se   una disgrazia lo avesse colpito.

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STUDIO: Compiuto a rapidi pàssi i corsi di studio, con una passione non comune, FRANCO ANDREA NICOLOSO  si  laureava con lusinghiero successo nel 1937 in Medicina e Chirurgia.

Ma non era paga la sua sete di sapere che volle conseguire la specializzazione in   Ortopedia, un ramo della terapia che lo attraeva in modo singolare. Se nello studiare aveva messo   impegno   e    passione    qui aveva messo il cuore   e   nella sua volontà ferrea di alleviare le sofferenze fisiche   dell'umanità cercava le insidie del male, intaccate    o   pronte ad intaccare l'armonioso e   pur   fragile corpo umano, con la stessa    ansia    e   lo stesso   ardore dell'esploratore in regioni sconosciute e   misteriose.

Di questo suo slancio generoso e studio ci restano più pubblicazioni;  l'ulti-. ma delle quali non ebbe la gioia di vedere : trattava "Sulla cura dei tumori ', a mieloplassi delle vertebre", apparsa, sulla rivista medica "La chirurgia degli organi", edita a Bologna sotto la data del novembre 1942.

Appena conseguita la specializzazione il prof. Putti lo volle con   sé   quale  Assistente   nell'Istituto   Ortopedico Rizzoli  di  Bologna  del  quale era   direttore.

Qui il NICOLOSO seppe ben presto farsi apprezzare per le sue belle qualità e capacità; qui prestò con amore e disinteresse la sua opera delicata e paziente. I bambini, i più piccoli, che lui prediligeva lo chiamavano "papà".

Morto il Putti, il successore prof. Delitala, non meno fiducia e attenzione ripose nel giovane Assistente.

"Lo conobbi / scrive alla mamma / appena io venni come Direttore in Istituto e ne apprezzai subito le ottime qualità come uomo e come studioso. Era di  poche parole, sembrava poco socievole,   ma i sentimenti che aveva nel. cuore erano retti e la passione che lui covava era quella dello studio. Di fronte agli ammalati l'ho trovato sempre paziente e buono,,.

"Se il destino non fosse stato così crudele per lui, certamente si sarebbe fatto un nome nella nostra scienza,,. Ogni aggiunta a questo alto apprezzamento sarebbe superflua e povera !

SACRIFICIO: Il nostro avrebbe avuto i requisiti ed i diritti per essere esonerato dal servizio militare, non fosse da quello di prima linea; ma non

lo fece.   Non voleva apparire uno stanco, uno sfiduciato, un pusillanime.

Richiamato alle armi, come l'ultimo dei soldati, partì in silenzio e venne incorporato nel 23° Fanteria "Corno", col grado di Sottotenente Medico.

Al Reparto curava i soldati con fraterna carità, li animava nelle loro depressioni morali provocate da una guerra disgraziata; e non era pago ancora di prodigarsi per il prossimo; le sue cure ed attenzioni uscirono ben presto dai "ranghi" militari per arrivare ai civili.

Quante piaghe da curare e sanare !

Ed una volta giunto su quella zolla di terra "infocata" che non poteva dirsi "nostra", ove doveva fare olocausto della sua vita preziosa, non cessò di esercitare la sua alta e nobile missione fra gli indigeni; tra questi FRANCO - ANDREA NICOLOSO, non era un "italiano" ma un "medico".

Un medico a cui si ricorreva con confidenza perché attraverso la sua anima chiara si scorgeva non il  "nemico" ma il "fratello, al di fuori e al di sopra delle competizioni e delle "razze".

Lui infatti in una tragica notte arrossata da bagliori d'incendio aiutò e soccorse i "profughi" buttati allo sbaraglio da "ordini" inumani.

Lui protestò in alto perché si addivenisse a più miti sistemi nel santuario di una "patria"che non era la "nostra patria".

 

Lui forte della sua fede e della sua umanità si era inoltrato nelle povere case per prestare le sue cure mentre un bagliore di fiamma tutto avvolgeva....

E quella "gente" era arrivata ad amarlo!

Quando poi per tragico errore, venne ucciso, "quelli,, lo piansero come uno dei "loro".

Era il meriggio del 27 luglio 1943 a Zusemberg, nella Provincia di Lubiana, mentre curava dei feriti, un colpo di fucile lo colpiva al capo, sparatogli da un'altura vicina.

Il trapasso fu breve dalla vita alla morte.

"È morto tranquillo e sereno guardando il cielo azzurro„ / scrive il suo attendente che gli era vicino / fino all' "ultimo respiro".

Poteva ben guardare il cielo azzurro, nell'istante supremo, Lui che aveva vissuto amando e credendo!....

FRANCO - ANDREA NICOLOSO riposa nel Cimitero di Lubiana, dove venne sepolto, vigilato dalla croce di Cristo; un tumulo disadorno in terrà straniera, qualche volta infiorato da mani gentili ; un povero tumulo che aspetta un barlume di quella pace, che l'umanità stanca sospira, per essere dischiusa al fine di riportare tra i suoi Maggiori le povere ceneri che un giorno furono vivificate nel pellegrinaggio terreno, da anima così nobile.

Allora anche la Madre che conobbe tanti lutti, potrà dire col salmista; "Signore la mia giornata terrena, è finita prendi il   mio Spirito e uniscilo al mio Diletto nella pace dei Tuoi Regni".....