RITORNA AL TESTO PRECEDENTE FOTO 4

 

Buja, targa per Celotti a un anno dalla morte

 

BUJA. Un anno fa, il 15 luglio 2007, moriva precipitando sul monte Chiampon,, Luigino Celotti, 54 anni, stimato orefice di Buja. L'uomo, era una domenica mattina, stava percorrendo il sentiero che dalla cima del Chiampon scende alla Forcella Foredor, quando è scivolato, precipitando per una cinquantina di metri e finendo in un canalone.

Celotti, padre di Diana, oggi 19enne, e Lorenzo, 13, è morto sul colpo a causa dei gravissimi traumi riportati nella caduta. Proprio in questi giorni in suo ricordo, sul Chiampon luogo della fatalità, un po' più in alto rispetto alla zona Cjaminuts, è stata fissata a una roccia una targa in suo onore. Promotori dell'iniziativa gli amici della classe del '53 di Buja, Gemona, Ragogna. «Luigino era una bravissima persona - ricorda l'amico Alessandro Gubiani -. Abbiamo fatto diverse marcialonghe assieme. Quando poi ci fu la fusione tra le classi del '53 di Buia, Gemona e Ragogna ho avuto modo di conoscerlo meglio. Giovanile, atletico, affidabile, un uomo dalle indiscusse doti commerciali e atletiche. Noi coetanei vogliamo ricordarlo così».

Luigino Celotti si era cimentato con successo in gare e maratone in Italia, in Europa e persino a New York. Per fissare la targa sono saliti ad alta quota anche Damiano Goi, Ermondo Pezzetta e Bruno Baracchini, quest'ultimo l'amico di mille gite in montagna a cui un anno fa spettò il difficile compito del riconoscimento assieme alla moglie di Celotti, Marina Papinutto. Domenica scorsa in duomo a Santo Stefano, la messa in ricordo di Luigino.

Dario Venturini

Messaggero Veneto 15-15-2007