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![]() | Saluto a Franco Maestrini di "Chei di Ursinins Pizzul" | |
"A Te, che hai saputo unire l’amore per le bellezze della Creazione
alla generosità più profonda verso l’umanità ferita
nel nostro Friuli e nel Mondo"
Dalla presentazione del numero unico "Buje Pore Nuje 2005" del 12 marzo 2005
state ascoltando il ricordo di Franco Maestrini fatto dalla relatrice Mirella Comino.
Il 30 ottobre 2004 si è spento a Brescia Franco Maestrini. La notizia, inattesa nonostante gli alti e bassi della malattia che lo accompagnava da lungo tempo, ha attraversato in un momento i ricordi e gli affetti di tante persone di Ursinins Piccolo e di tutta Buja: persone che avevano avuto la fortunata esperienza di conoscerlo fin dai tempi del terremoto del ’76, quando egli fu inviato a coordinare gli aiuti raccolti dal Giornale di Brescia e destinati ad affrontare presso di noi la prima emergenza. Un rapido giro di telefonate e non è stato difficile radunare, nell’arco di poche ore, un piccolo gruppo che ha immediatamente organizzato la trasferta a Brescia per partecipare alle esequie e testimoniare alla famiglia e al Giornale la solidarietà commossa e riconoscente dei Bujesi. Buja si è dunque stretta intorno a Maestrini tramite una ventina di amici e collaboratori che gli erano stati più vicini negli anni del suo impegno, ma anche tramite la presenza solenne del gonfalone municipale e dell’assessore Giovanni Calligaro in rappresentanza del sindaco e dell’amministrazione civica. La voce del Friuli gli arrivata sulle note di “Suspîr da l’anime” di Oreste Rosso, cantata con struggente commozione da Gino Comino e l’affettuoso grazie di tutti, anche di coloro che non potevano essere presenti fisicamente all’ultimo saluto, gli è giunto attraverso le parole lette da Sergio Burigotto. Siamo qui per salutare un Amico. Siamo giunti qui dal Friuli per portare davanti a Franco Maestrini l’affetto fraterno, la riconoscenza, il cordoglio, l’abbraccio commosso di tanti Friulani, primi tra tutti i cittadini di Buja e, fra di essi, quelli del borgo di Ursinins Piccolo. La nostra amicizia nacque già più di 28 anni fa, all’alba di una delle prime tragiche notti passate a guardare in faccia la disperazione. Avevamo perso tutto: affetti, case, storia, i punti di riferimento che accompagnano la vita di ogni uomo. Il terremoto aveva bruciato in un minuto i sacrifici e le speranze di un’intera esistenza. Franco Maestrini arrivò a Buja la notte dell’11 maggio 1976 per coordinare i primi soccorsi del Giornale di Brescia. Il giorno dopo, in un campo di Ursinins Piccolo fiorivano 59 tende azzurre fornite di tutto il necessario. Due mesi più tardi, nello stesso luogo, 11 villette, un complesso ad uso commerciale, un ambulatorio e la prima scuola, tutti prefabbricati, davano a Bujesi e all’intero Friuli il segnale concreto che la vita poteva veramente ricominciare. Anche di questa operazione Maestrini, con gli amici di Brescia, era stato protagonista infaticabile, dopo aver cominciato a condividere con la gente del posto ogni momento di paura e di speranza, di dolore e di gioia. La cronaca della ricostruzione e della rinascita della nostra comunità provata dall’esperienza durissima del terremoto comincia da lì, ed è diventata storia di un miracolo che ha trovato linfa vitale nella solidarietà. I giorni e gli anni di dopo non sono che conferme instancabili di legami profondi, di generosità impagabili, di attenzioni sollecite e puntuali alle necessità della nostra comunità. Una comunità che Maestrini aveva fatto propria e che affiancava da lontano con un consiglio, un incontro, o l’immancabile collaborazione a Buje Pore Nuje, la pubblicazione annuale nata anche col suo contributo, quasi come un punto luce sul cammino della rinascita culturale di Ursinins Piccolo e dell’intero paese di Buja. Solidarietà è una parola che Maestrini ci diceva di avere imparato alla scuola di Padre Ottorino Marcolini. È una parola che sappiamo egli seppe sempre interpretare personalmente donando tempo e forze al bisogno di altre realtà vicine e lontane. Ma ciò che sappiamo in prima persona è che solidarietà è una parola che attraverso Franco Maestrini si è fatta azione nella nostra terra, dove la nostra gente è diventata anche la sua gente e non ha dimenticato la sua presenza semplice e signorile, cordiale e rassicurante, amichevole e fraterna al di là di tutte le distanze geografiche, culturali o sociali. La riconoscenza ha le sue espressioni più vere dentro il cuore di ciascuno, e le parole o le iniziative al merito non sono che poveri segni per testimoniarla. La città di Buja l’ha fatto assegnando a Franco Maestrini il sigillo comunale nel 1996, a 20 anni dal terremoto, e conferendogli nel 2000 il Premio Nadâl Furlan, un riconoscimento che ogni anno va ad onorare personaggi che hanno saputo tradurre il messaggio cristiano del Natale in opere che concorrono alla crescita della terra friulana e della sua comunità umana. Il Natale vero ti aspetta oggi, Franco, nell’unica Terra veramente felice. Con San Paolo possiamo affermare che hai combattuto la buona battaglia e sei arrivato al termine di una corsa che ti ha riservato prove difficili, impegni faticosi e passaggi di grande, incolmato dolore. Il Signore ti darà oggi la corona di uomo giusto, che ti spetta per essere stato testimone di amore evangelico. Noi ti accompagniamo col nostro immutabile affetto e con le parole che hanno motivato la consegna del premio in tuo onore:
"A Te, che hai saputo unire l’amore per le bellezze della Creazione
alla generosità più profonda verso l’umanità ferita
nel nostro Friuli e nel Mondo"
a Te, Franco, Grazie! |