INDIETRO

45 anni di attività di 

Armando Nicoloso

di Gianni Cappelletti e Denisa Aita

 

FOTO

Par Furlan

 

Armando Nicoloso nasce a Buja il 4 dicembre 1933 e, giovane e intraprendente diciottenne parte per il Venezuela nel marzo del 1952, dove trascorre 10 anni nell’azienda dello zio Tite che gestisce un’impresa di costruzioni, una fornace e un impianto di lavaggio ghiaia; qui lavora e apprende l’arte di manovrare le macchine operatrici.

Rientra nel 1962, periodo di fervente attività nel settore edile, c’è piena attività nelle strade, nelle costruzioni industriali, nello sghiaiamento dei fiumi per l’utilizzo di materiali per il calcestruzzo e Armando, apre una ditta individuale acquistando, con i risparmi del lavoro in Venezuela, la prima pala meccanica “Fiat FL8”.

Gli inizi sono sempre difficili soprattutto per chi non è ancora conosciuto nel settore ma, se si è determinati si riesce e Armando, grazie a qualche amico, trova lavoro nelle cave di marmo di Timau, nella ferrovia a Dogna e nell’allargamento della strada statale Pontebbana.  Questo lo fa conoscere in zona e ne fa apprezzare le qualità imprenditoriali.

Inizia gradatamente ad inserirsi nel mercato dell’area di Buja e dintorni, dove c’è molto lavoro nelle ristrutturazioni per l’ammodernamento delle abitazioni e, nel 1963 in società con il sig. Primo Calligaro (socio fino al 1969), acquista un autocarro “Fiat 82”.

Il lavoro procede bene e le richieste del mercato gli offrono la possibilità di creare con il cugino Roberto una società per la fornitura di calcestruzzo conglomerato e nel dicembre del 1970 nasce la “Cementi Nicoloso S.a.s.”; viene costruito un piccolo impianto di betonaggio a Ursinins Piccolo sulla Via  Osovana “su le Ferade”. Ora lì si svolgono, sotto un tendone, i festeggiamenti per San Giuseppe ma, allora, supervisore dell’impianto, direttore e guardiano c’era un uomo mingherlino e col bocchino per metà nero e per il resto di metallo lucido e con la camicia bianca o celeste sempre col polsino rimboccato di nome Giovanni, papà di Armando.

Nel 1976 per far fronte alle necessità urgenti del post-terremoto, di completare la demolizione e ricostruire daccapo, l’azienda decide per un notevole ampliamento del parco macchine e provvede ad assumere nuovo personale, sempre restando nei limiti dell’impresa artigiana.

Si spostano macerie, si liberano strade, viene fornito il calcestruzzo per la formazione delle basi dei prefabbricati di quasi tutti gli insediamenti di Buja.

Il terremoto ha portato grande sconvolgimento nel nostro paese, è stato tragedia, distruzione e lutto, ma in mezzo a ciò sono nati dei legami e delle amicizie profonde fra le quali è doveroso ricordare l’amico Maestrini, del Giornale di Brescia, che si è attivato fin dal giorno successivo al terremoto  per portare un sostegno concreto alla nostra comunità, prima con l’installazione di una tendopoli e successivamente con la costruzione del “Villaggio Brescia”, primo insediamento di prefabbricati installati a Buja.

Armando lavora per più di 30 anni nell’azienda “Pittini” di Rivoli di Osoppo eseguendo nei primi anni, la maggior parte dei lavori di scavo per le nuove costruzioni degli stabilimenti, successivamente numerose demolizioni e manutenzione degli impianti, formazione dei piazzali…

E’ presente a Buja per lo scavo e fornitura di calcestruzzo per la costruzione del complesso “Buja Centro” in piazza del Mercato. Demolisce i capannoni per la costruzione del complesso “Alpe Adria” a Cassacco. Ha lavorato per la costruzione  di innumerevoli capannoni di industrie ed aziende artigiane della zona.

Nel 1980 acquista due lotti di terreno della Zona Artigianale di Via Polvaries e nel 1981 si inizia la costruzione del capannone terminato nel 1983; nel 1985 viene acquistato un nuovo e più funzionale impianto di betonaggio e la sede della ditta viene definitivamente spostata.

Nel 1986 si acquista una cava di ghiaia trasformata, in fase di esaurimento, in una discarica di inerti di 2a categoria Tipo A.

Nel 1990, con  l’accorpamento di tutti gli impianti da parte delle grandi aziende produttrici di cemento si cede dell’impianto di betonaggio dando avvio ad un potenziamento dell’attività di scavi e demolizioni con il graduale rinnovamento del parco macchine, anche per rispondere alle (mutate) nuove esigenze della clientela. Con un impegno finanziario non indifferente, l’azienda decide per l’investimento di attrezzature sempre più innovative nel campo del recupero e riciclaggio dei materiali da demolizione. Nel 1998 si acquista il primo impianto di frantumazione per il recupero del materiale inerte proveniente da demolizioni e viene stipulata una convenzione con il Comune di Buja per il conferimento nell’impianto da parte dei privati del nostro Comune a titolo gratuito.

Nel 1997 viene modificata la ragione sociale in “Nicoloso Scavi snc di Nicoloso Armando e Figli”.

Stefano e Giuliano, rispettivamente nel 1985 e nel 1989, entrano a far parte della società e gradatamente prendono in mano le redini dell’azienda lavorando attivamente sempre sotto la guida del padre.

La politica aziendale non è mai stata tesa ad espandersi ma è rimasta sempre ai livelli della piccola impresa artigiana per poter gestire al meglio le proprie risorse e per poter soddisfare e curare le richieste e le esigenze locali.

Le numerose maestranze che hanno prestato lavoro nell’azienda di Armando Nicoloso hanno trovato ambiente familiare, rispetto e riconoscenza per l’opera prestata. Molti dei nostri dipendenti sono rimasti in azienda fino al pensionamento! L’azienda vanta dipendenti che hanno più di venti anni di anzianità, uno addirittura quest’anno fa il suo 35° anno di servizio!

Un futuro non roseo ma “azzurro” c’è davanti a questa azienda: Giovanni e Luca da anni fanno da spalla al nonno durante le vacanze estive, destreggiandosi con tutti i macchinari: hanno imparato a manovrare una pala meccanica prima di saper andare in bicicletta e, assieme all’ultimo arrivo nella famiglia Nicoloso, fanno ben sperare in una prospera continuazione dell’azienda di famiglia.

Quarantacinque anni: una briciola di tempo per tre generazioni, per capire, per fare e per continuare…