AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu |
29) Il disastro di Dogna.
Nell'indomani ci arrestiamo a Porto-Said. Se ne vedono dalla tolda le case imbandierate. Ma le bandiere sono velate a lutto. Si piangono i morti di Dogna, periti nel disastro ferroviario della Pontebbana. Anche Porto-Said conta tra le vittime tre dei suoi figli; e per la tragica sua morte veste a gramaglie. La bandiera d'Italia s'innalza e s'incrocia col vessillo egiziano. Le due bandiere piangono insieme l'immane sventura, sono addolorate, e cercano conforto nella muta solidarietà degli affetti, A qualunque stirpe, a qualunque colore l'uomo appartenga, sia nato fra i ghiacci o sotto l'Equatore, l'uomo è soggetto sempre alle medesime passioni, e l'uno e l'altro sanno amare, soffrire e piangere, perchè questi sentimenti sono comuni a tutti, non è che il grado di civiltà che stabilisce una distanza tra l'uno e l'altro uomo, poichè la civiltà soltanto insegna a frenare la passione che altrimenti trascinerebbe al delitto e all'abbrutimento. Eroe vero e colui che sa vincer se stesso, cosa più rara e più difficile che vincere un nemico. E vincere se stesso è una grande virtù. Nulla vedemmo di Porto-Said perchè non ottenemmo il permesso di sbarco, sempre a causa delle mancate formalità da parte della missione che non si era posta in regola con le autorità inglesi prima di lasciare Wladivostok. L’Inghilterra non transige e vuole che le sue leggi sieno rispettale; ciò che io trovo ben encomiabile. Caricata la nave delle necessarie provviste, l'indomani salutammo anche quest'ultima città africana. Avevamo progettato durante il viaggio di visitare le celebrate Piramidi, ma il nostro ahimè, rimase un pio desiderio appunto perchè ci fu vietato di scendere a terra. Siamo nel Mediterraneo. Tutto è cambiato; l'acqua, il cielo, il clima. Un vento freddo soffia quasi senza interruzione. Dobbiamo indossare il paletot, Si costeggia Ed eccoci ora sulle coste dell'Istria: tutta nostra anch'essa!... Qui è necessario il Pilota, pel gran pericolo delle tante mine. Egli ci deve guidare fino a Trieste, meta ultima del lungo viaggio marittimo. Si va adagio ed il tempo non promette nulla di bene. La sera, i marinai levano i copertoni dei ventiquattro canotti, li slegano, levano i ventilatori: minaccia tempesta. Durante la notte, per il vento cambia e nella mattinata, irradiata d'uno splendido sole possiamo ammirare il vago panorama. Oh cari, cari paesetti, e cittadini i della spiaggia le cui case sembrano gruppi di bagnanti sorgenti dalle acque e che mollemente si abbracciano! cari paeselli e villini e chiesuole disseminate sulle verdeggianti colline che dalle insenature del mare si ergono svelte e leggiadre! O Istria nobilissima, bella e forte nella tua secolar resistenza ad ogni minaccia, ad ogni seduzione!,.. |