AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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31) Rimpatriata

 

L'indomani, esperite tutte le formalità, partii per Udine. Salutai con vera commozione gli ufficiali giapponesi che mi furono tanto larghi di cortesie. Il secondo m'accompagnò sino alla stazione e sino all'ultimo non ismentì le cavalleresche premure di cui mi fu prodigo durante la traversata. Stando nello scompartimento, vedo schierati tutti i trentini, che aspettavano il treno per salirvi. Metto fuori la testa, saluto colla mano e grido; Addio trentini addio fratelli!!.. Come un uragano tuona la risposta: Evviva, evviva la signora Floriani, evviva la nostra mamma!...

Il treno partiva; io commossa continuai dal finestrino a salutare fino a tanto che potei vederli. Quell'addio affettuoso e semplice, mi compensava largamente di tutto ciò che potei fare durante i vent'anni vissuti in Siberia per rendere meno aspra ed incerta la vita degli Italiani colà emigrati o prigionieri e nel, compimento di tal mio dovere umanitario, trovai sempre ampio compenso all'umile e modesta opera mia.

Ed ora eccomi finalmènte nella patria mia benedetta!.,.

 

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