AUTOCRAZIA, LIBERTA' E BOLSCEVISMO

Rina di Brazza - Savorgnan- Cergneu

 
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32) Disillusioni e riflessioni

 

Confesso però che già nei primi giorni dopo il mio arrivo, mi si strinse il cuore tra una tenaglia arroventata. Io che sperava vedere in ogni singolo individuo una solenne, spontanea, vigorosa affermazione d'italianità, ecco che credo trasognare vedendo passar l'eterno cencio rosso, accompagnato di canti oziosi che suonano minaccia alla libertà, alla coltura ed al benessere d'una nazione civile. Certo che costoro non sono ne l'Italia, nè gli italiani, ma un manipolo di squilibrati e che per guarirli avrebbero bisogno d'esser mandati tutti in Russia a deliziarsi col bolscevismo, fra il terrore, la fame, le violenze e la morte.

Là nè si parla, nè si scrive: è una "libertà” quella dei bolsceviki che vieta ogni e qualunque atto che non consuoni con la volontà o il capriccio di chi comanda ed ha la forza del potere cieco e brutale. Vadano si, vadano pure in Russia, ci vadano questi figli d'un popolo che ha una millenaria tradizione di civiltà e si affratellino pure coi leninisti, che è sinonimo di assassini, di sanguinari, di martirizzatori. Vadano e vedano come si ammazza un vecchio eroe, un generale Ruszki: fattagli scavare la propria fossa, legategli poi con filo di ferro le mani dietro la schiena, l'obbligano ad inginocchiarsi sull'orlo di quella fossa e quindi a colpi di spada tentano finirlo. E perchè fecero un tale scempio del vecchio eroe? di qual delitto lo punivano i Bolsceviki? Esso era rimasto fedele alla patria, poichè l'amava: ecco il delitto per cui fu punito.

La stessa sorte toccò al povero generale Kadik, al principe Tumanof ed a tanti e tanti altri, purissimi eroi, tutti morti per la fedeltà loro a quella Russia che tanto amarono.

Anche qui in Italia, purtroppo, ci sono i partiti che turbano l'opera della ricostruzione dopo la devastazione e le rovine della guerra. E sono capi partito, i responsabili delle turbolenze quotidiane, essi che suscitano quotidiani scioperi e fanno arrestare lavori ed affari, si che il commercio e le industrie ne soffrono in modo inquietante. Ma che cosa sono e che cosa vogliono codesti capi? Salire?... Ma salgano!... Io per la prima auguro loro che la forza delle loro ali li porti alle eccelse ambite altezze, ma a condizioni che lo sgabello su cui devono posare il piede per librare il volo sia fatto di cosciente intellettualità, di non dubbio patriottismo e d'amore pei sofferenti; ma onta su colui che per raggiungere la meta desiderata, eccita la massa con paroloni di fuoco e infiorati da larghe promesse, spronandola all'azione, provocando ammutinamenti, rivolte, auspicando a rivoluzioni sanguinose e divoratrici di vite e di beni.

 

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