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IL VICESINDACO RISPONDE

Il sindaco Eddi Giacomini e ammalato e, purtroppo, la sua degenza in ospedale non sarà molto breve. Nell'Ufficio comunale abbiamo incontrato il vicesindaco Gino Molinaro che, gentilmente, ci ha concesso una lunga intervista. Ne riportiamo i passi principali nella speranza di chiarificare quali siano, in questo momento, gli orientamenti ed i progetti della Giunta comunale riguardo alle baraccopoli e, più in generale, alla costruzione.

D. Quando pensate di poter consegnare le prime baracche?

R. purtroppo ci sarà un certo ritardo, rispetto agli impegni presi, nella installazione delle baraccopoli e ciò a causa della macchinosità dei rapporti tra Regione e CORIF, che sono i diretti responsabili del montaggio delle baracche. Si sarebbe dovuto dare maggior fiducia alle amministrazioni comunali le quali, con la collaborazione delle forze lavorative locali e con l'aiuto saltuario della Regione, avrebbe dovuto essere delegate a risolvere il problema baracche. E' importante, infatti, interpellare i lavoratori locali, gli artigiani per esempio per fare i basamenti di cemento, pur sapendo che le loro imprese non possono, tante volte, garantire un risultato veloce ed efficiente. E' per questo che dovremo rivolgerci alla ditta Marcoli, dell'autostrada, che ci ha garantito una fornitura, a livello di calcestruzzo, di mille cubi al giorno.

In questa direzione si sta muovendo il commissario Zamberletti che rimborserà al Comune di Buia le spese per l'acquisto delle venti baracche Pasotti (8.0 alloggi) che sono state distribuite alle frazioni sparse (Campo, Andreuzza, Solaris Alto, ecc.) e a Ursinins Piccolo presto avremo l'autorizzazione per l'acquisto di altri 160 alloggi. Intanto la baraccopoli di Tomba dovrebbe essere pronta entro 20 gg.

D. L'assegnazione delle baracche regionali viene fatta a tutta la popolazione oppure ci sono dei criteri di scelta particolari?

R. Il Comune di Buia, mobilitando i consiglieri comunali ha fatto un censimento di tutta la popolazione presente, circa 4000 persone, prevedendo per coloro che non hanno l'abitazione agibile una baracca e per i rimanenti che non hanno subito danni almeno un dormitorio d'emergenza.

Per quanto riguarda i locali produttivi degli agricoltori e degli artigiani, per costoro si interesserà il Commissario attraverso le loro organizzazioni sindacali.

D. Come pensate di sopperire alla carenza di servizi, in particolare di. negozi alimentari, ecc.?

R. Il problema non è stato ancora affrontato. Si tenterà di risolverlo in particolare con la riapertura dei negozi ancora agibili e in parte con il servizio dell'ECA, che distribuirà agli iscritti i viveri necessari.

D. Cosa ha guidato la scelta del Comune nel fare le baraccopoli invece di dare le baracche singolarmente alle persone che si offrivano di montarle in proprio pensando personalmente agli allacciamenti?

R. Abbiamo preferito, d'accordo con la maggior parte dei consiglieri comunali, di non concentrare eccessivamente le baracche (tanto è vero che sono state individuate 14 aree destinate ad aumentare). Tale distribuzione è preferibile per ragioni di tipo urbanistico, cioè soprattutto per non perdere il controllo di questi insediamenti; per di più le spese di installazione ricadono in tal modo sulla Regione e non sul Comune come si verificherebbe dal momento che parecchie persone dopo aver fatto da sole, prima o poi verrebbero in Comune a chiedere una sovvenzione.

D. Il Comune ha pensato quali criteri seguire per la ricostruzione?

R. Il Comune aveva affrontato il problema prima delle ultime forti scosse, tanto è vero che si era già arrivati alla perimetrazione dei centri, che e il primo passo verso la stesura dei piani particolareggiati, strumenti per la ricostruzione. Per ora l'argomento e sospeso.

D. Pensate che la ricostruzione del paese debba inserirsi in una più generale ricostruzione comprensoriale (con Gemona, Osoppo, Majano,

ecc.), oppure che Buia si possa ricostruire da sola?

R. Buia potrebbe essere ricostruita nell'ambito comprensoriale individuato dalla Comunità Collinare, per esempio, solamente se questa ultima funzionerà più concretamente senza dilungarsi in sedute oceaniche e discussioni a lungo termine e solamente se la mediazione con le esigenze degli altri Comuni non comporti una frustrazione di quelli buiesi. L'importante e che l'Amministrazione Comunale dia alla gente la sensazione che si stia lavorando per la ricostruzione.

D. Quali provvedimenti concreti pensate di prendere per evitare lo spopolamento o l'emigrazione delle forze lavorative?

R. Uno dei criteri che la Commissione Consiliare ha tenuto in considerazione nell'assegnazione dei prefabbricati, è quello di dare la priorità alle forze di lavoro e produttive, prima che agli anziani o agli inabili o ai pensionati questo per evitare lo sciacallaggio della manodopera. A questo proposito la Commissione Consiliare, composta da tutti i capigruppo e nominata prima dell'ultimo terremoto, ha preso delle decisioni efficienti in merito all'acquisto e alla distribuzione dei prefabbricati; essa e destinata, però, a rimanere un fatto contingente alla seconda emergenza e a lasciare il posto al pieno funzionamento della Giunta Comunale.

D. Pensate di affrontare il problema della ricostruzione volta per volta oppure di razionalizzare i problemi attraverso gli strumenti della pianificazione e della programmazione?

R. Certamente, se parliamo di piani particolareggiati, intendiamo usare questi strumenti: comunque di non allargare ulteriormente l'Ufficio Tecnico Comunale, che già dispone di 4 geometri e di 2 architetti, bensì di affiancare eventualmente a questo, attraverso appalti-concorso, gli studi di tecnici privati. Questo perchè e difficile, forse, far lavorare assieme più laureati, che alla fin fine teneterebbero ad imporre il loro discorso alla Giunta Comunale.

D. Con quali mezzi pensate di coinvolgere coinvolgere la popolazione nella problematica della ricostruzione?

R. Il problema che ponete e in anticipo rispetto ai tempi. A parte questo, cercheremo di coinvolgere, con illustrazioni informative, la popolazione interessata alle proposte dell'Amministrazione Comunale attraverso assemblee, cercando di recepirne le esigenze. Se, per esempio, sarà in questione la perimetrazione di Ursinins Piccolo, noi andremo a Ursinins Piccolo e ne parleremo agli abitanti. In questo senso, non so che ruolo potranno avere i Consigli di frazione; per ora comunque, non siamo in grado di costituirli in quanto ci sono problemi più importanti da risolvere. Speriamo che una volta costituiti, essi possano venire maggiormente responsabilizzati rispetto ai Comitati di tendopoli che, in molti casi, non hanno funzionato perchè sostanzialmente non prendevano decisioni rimbalzandole all'Amministrazione Comunale.

D. Come pensate di risolvere il problema dell'assistenza agli anziani?

R. Lignano, come Comune e anche attraverso la Regione, dà tutta la assistenza possibile agli anziani non autosufficienti, che sono alloggiati in albergo. C'è inoltre la possibilità di portarli a Bormio o a Sondalo (1000 posti) dove esiste un convalescenziario con terme annesse e tutto quello che occorre. Il problema e che non si vorrebbe concentrare i non autosufficienti in una stessa casa e ciò per motivi psicologici, per non creare un ghetto. Però se non si concentrano non si sa in che maniera possa essere data loro l'assistenza adeguata. Per coloro che volessero a tutti i costi rimanere a Buia, premesso che l'ostetrica-assistente sanitaria dipendente dal Comune non potrà garantire a tutti una sufficiente assistenza, verrà portata avanti la iniziativa di costruire delle baracche nel cortile della Casa di Riposo.

D, E per l'assistenza sanitaria?

R. Per ora i 4 medici di Buia (Dolso e presente 3 volte alla settimana a Lignano) dovrebbero garantire il buon andamento del servizio. Penso che nelle baraccopoli si potrà istituire qualche centro per la assistenza sanitaria per i casi meno gravi, rinforzando il servizio col richiedere alla Regione sia assistenti sociali che assistenti sanitarie.

D. Molti Comuni qua attorno si sono gemellati con altri Comuni. Perchè il Comune di Buia non lo fa?

 

R. Non sono per niente convinto che i gemellaggi possano portare un aiuto maggiore. Per ora cerchiamo di tenere i piedi in terra; avremo tempo in seguito di fare le scene.