Friuli nel mondo - Marzo 2010 |
l'opera di Gianfranco D'Aronco Antologjie de leterature furlane di Domenico Zannier |
É apparsa per le Edizioni Ribis di Udine e con i tipi della Designgraf Udin la terza edizione dell'Antologia della Letteratura Friulana di Gianfranco D'Aronco. Questa del 2009 ricalca la seconda edizione, sempre edita da Ribis e stampata dalla Designgraf, del 1982. La prima edizione, ormai introvabile, è del 1960 ed è stata edita dalla Libreria Aquileia di Tolmezzo e realizzata a stampa dalla tipografia Carnia pure di Tolmezzo. La terza edizione consiste di un volume unico come la prima, mentre la seconda si articolava in quattro volumi, rispettivamente dedicati alle origini fino al Settecento, all'Ottocento e al Primo Novecento, al Secondo Novecento in due parti. Variano di poco i titoli, mantenendo il nome di antologia, che è florilegio e raccolta esemplare. La novità di quest'ultima edizione rispetto alle precedenti è l'uso della lingua friulana per introduzione e commenti, commenti tradotti da Serling soc. coop. Devo dire che personalmente le cooperative di traduttori, fiorite negli ultimi anni, non riscontrano il mio entusiasmo come tutti i collettivi piuttosto anonimi. Comunque cosa fatta capo ha. E importante che sia rispettata la realizzazione di D'Aronco nei concetti estetici e nelle valutazioni dal medesimo espressi. In friulano abbiamo il precedente della Rassegne de Leterature Furlane (1999) di L. Verona, in cui la parte, diciamo così didascalica e di commento è in lingua anch'essa materna. Le antologie di Chiurlo e della Ciceri hanno commenti e didascalie in lingua italiana. L'antologia di D'Aronco contempla la parabola letteraria ladina del Friuli fino agli ultimi sviluppi, che hanno avuto esiti impensabili nella resa di contenuti e di forme, di valori estetici e spirituali, di vasta umanità e civiltà. Se su una certa stampa troviamo personaggi improvvisati e saccenti che dichiarano che in Friuli manca cultura, specie riguardo alla operatività linguistica e letteraria, abbiamo il dovere di dire loro che si informino meglio e soprattutto che la finiscano di ritenere arcaicamente solo cultura quella della loro esclusiva ideologia che si sta dissolvendo. La stesura tutta in friulano della antologia, attuata da Ribis, realizza una sua autonomia culturale di testi e di critica. Non dobbiamo però dimenticare che ci tocca far conoscere anche agli altri il valore del prodotto. Quanto ai nomi degli scrittori e poeti va bene come stanno nell'anagrafe ufficiale, nome e cognome, aggiungendovi in seconda battuta la forma friulana o lo pseudonimo. Questo assunto è stato rispettato in gran parte dalla "Antologie de leterature furlane". Quanto al "premetidure", inventato al posto di "premesse", esso risulta erroneo e dimostra incomprensione linguistica dei suffissi latini. La forma uro/ura è suffissale per la continuità di permanenza e la reiterazione e il futuro. Non si può essere capricciosamente maniaci della diversità, quando i termini sono comunemente latini e persino adottati da lingue non latine. E un purismo nazionalista deteriore. Si è lasciato il campo a dilettanti di ogni specie. Con questo non vogliamo certamente sminuire l'opera realizzata, che ha il grandissimo merito di avere riproposto i testi come Gianfranco D'Aronco li ha trascritti e che quindi ci dà non solo la poesia e la prosa, ma anche la storia della lingua e dei tempi. E un atto di verità profondo, che non altera e mantiene l'habitat umano e culturale degli autori, con la dovuta deferenza e accoglienza. Nei commenti è possibile attenersi ai modi attuali, quelli che viviamo. D'Aronco è fra i critici nostrali uno dei più equilibrati e puntuali. Non si perde a rilevare figure retoriche, stilemi particolari, cavilli metaforici, la mosca nella tela del ragno. Sintetizza la sostanza e documenta la validità artistica che ritrova e ritiene, senza pressioni ideologiche. Gli autori sono inquadrati in una visione tanto partecipe quanto distanziata. Si cerca l'obiettività di ciascun livello, evitando esaltazioni e salvando la positività che emana dalle opere, anche le meno brillanti rispetto ad altre. E il Friuli dell'intero secondo millennio che ci parla nei suoi versi, nelle sue rime, nei suoi racconti, nei suoi documenti di vario aspetto. I contenuti di poeti, prosatori, autori teatrali sono quelli umani di sempre, di ogni popolo, declinati con propria sensibilità. Appunto in quanto umani sono universali e superano la località del linguaggio geograficamente diffuso. Non esistono lingue locali se non in relazione a un determinato territorio, ma i sentimenti e la ragione attingono all'universalità dell'essere e del vivere. Questo è fare giustizia davanti a idiomi più diffusi e maggiormente coltivati. Otto secoli di letteratura, più o meno significativa, ci parlano di amore, di natura, di religiosità, di situazioni sociali, di lavoro e soprattutto di pace. Il friulano, salvo rare eccezioni, è uomo di pace. E la donna è saggezza. Il mondo appare globale nei media, ma non sempre nella realtà quotidiana di una esistenza e di un paese. Ed è meglio essere se stessi, che dissolversi nel vuoto e nella confusione. Non ho fatto nomi e giudizi sui vari medaglioni d'autore. Li troveranno i lettori. L'Antologjie consta di 958 pagine. In esse, accanto alla letteratura vera e propria, troviamo relazioni di archivio, documenti diversi, interessanti come testimonianza dell'uso scritto del friulano e quindi della sua antichità e della sua evoluzione. La lingua ladina del Friuli è unitaria, ma non uniforme, come ho fatto notare altrove, raccogliendosi intorno a centri più forti economicamente e politicamente della Patria del Friuli. La scelta di una lingua comune della burocrazia deve rispettare le scelte e la creatività dei poeti e la libertà del pensiero e dell'arte, aperta al futuro e all'imprevedibile genialità umana. Suggerirei che in opere così impegnative ci si affidasse a critici professionalmente seri e individuabili, più che a gruppi. Gianfranco D'Aronco può essere contento, dopo tante battaglie per un Friuli autonomo e riconosciuto, dalle quali alla sua bella età non demorde tuttora, di questa sua nuova antologia tutta friulana. Auguro all'editore e agli operatori un successo di diffusione che appaghi ogni fatica. |