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Pimen Constantinescu amico del friuli di Domenico Zannier |
Nel clima di interesse e di studio che ormai si va creando in campo internazionale attorno alla cultura friulana e alla lingua che ne è l'espressione più autentica, la scomarsa del Prof. Pimen Constantinescu crea un vuoto difficilmente colmabile. Ammalato e stanco, vicino alla settantina, ha lavorato fino all'ultimo nell'università romena di Si-biu di cui era il direttore bibliotecario alla traduzione e al commento letterario di numerosi poeti friulani di lingua ladina. La sua antologia ormai completa, il cui esemplare da stamparsi mi venne da lui inviato dalla Romania, contiene ben cinquanta poeti friulani dalle origini della letteratura ladina friulana fino ai giorni nostri. L'Antologia ladina era stata presentata, me lo scrisse da Sibiu il 18 febbraio 1971, alla Editrice Minerva di Bucarest. Non mi risulta se sia stata stampata o no. Essa è finora il primo lavoro consistente di mediazione culturale tra due aree della latinità in cui il Friuli abbia una posizione di rilievo. Ma altre traduzioni di scrittori friulani: Bonini, Colloredo, Argante, Zannier, Zof, Pauluzzo apparvero in varie riviste letterarie: Orizont di Timisoara, Steaua di Bucarest, Arcade, Gazeta Literaria di Sibiu. Il suo orgoglio, tra i 15.000 volumi della sua biblioteca universitaria, era la biblioteca friulana, di cui si lamentava con gli esponenti della « Scuele Libare Furlane » come di un nucleo piccolo piccolo, che egli voleva aumentare. Nel 1970 una delegazione della Scuele Libare Furlane su organizzazione dello scrittore Mario Argante partì per Sibiu: tra i componenti furono Galliano Zof, Tarcisio Venuti, Danilo Stampetta, insegnanti, e il funzionario regionale Primo De Sabba-ta. Il sottoscritto non potè prendervi parte perchè affetto proprio in quei giorni da una fastidiosa indisposizione. I colloqui e l'accoglienza del Prof. Constantinescu furono cordiali e le autorità locali accolsero gli ospiti friulani con fraterna amicizia. Pimen Constantinescu aveva una lunga carriera di insegnante e di studioso. Fondò la raccolta di poesia italo-romena « Ausonia » nel 1930, fu redattore della rivista « Sibiul Literar », membro fondatore del circolo « Thesis dell'università di Cluj, relatore della Società di scienze storiche e filologiche, partecipò quale membro attivo al congresso internazionale di linguistica del 1967 e di romanistica del 1968. Era stato addetto culturale della Romania a Roma e amava tradurre i poeti e gli scrittori italiani. Sulla Tribuna Sibiului commemorò Giuseppe Ungaretti e ne riportò, in limpida traduzione romena, le liriche « Non gridate più » e « S. Martino del Carso ». Pimen Con-stantinescu desiderava tanto venire in Friuli, ma la morte non glielo ha permesso. La Scue-le Libare Furlane che lo aveva introdotto nel mondo per lui nuovo e affascinante della letteratura ladina e che lo ha ritenuto uno dei più geniali amici e collaboratori sente profondamente la sua mancanza. E' come se l'arcata di un ponte ideale tra Romania e Friuli sia crollata. E' però nostra speranza che l'eredità sua venga raccolta da altri amici e studiosi romeni per una collaborazione valida e solidale sotto tutti gli aspetti nel nome delle comuni origini latine. Speriamo pure che l'antologia da lui curata sui poeti friulani veda la luce. I poeti de « La Cjarande » diedero il via ai suoi studi sulla letteratura friulana e Mario Argante ebbe il merito di metterlo in contatto con diversi poeti friulani e di fargli avere un folto gruppo di opere tra cui « La Fior » di Dino Virgili e numerose pubblicazioni recenti, diverse edite da « La Nuova Base Editrice ». A Pimen Constantinescu vada dunque il riconoscente ricordo del Friuli e dell'Italia. |