1941 Marzo |
Educazione ed istruzione religiosa (1) di Giovanni Chitussi |
L'uomo vive ben tre vite: la vita fisica per cui è uomo, la vita morale che lo rende onesto, la vita religiosa che lo rende santo e un giorno meritevole del Paradiso. Per ciascuna di queste vite, l'uomo ha bisogno di una vera e propria formazione, detta comunemente educazione. Lasciamo da parte l'educazione fisica per trattare delle altre due che, se teoricamente si distinguono, praticamente poi sono una cosa sola in quanto esse si confondono in una. La morale è essenzialmente fondata sulla religione, e senza religione non è possibile una vera morale, così l'educazione morale non può essere che religiosa e per noi cristiana, e senza religione non vi è vera educazione. Pertanto l'educazione dei figliuoli cristiani deve essere educazione cristiana. Allevare un figliuolo vuol dire crescerlo nella vita naturale o fisica che riguarda specialmente il corpo, educarlo vuol dire crescerlo alla vita morale e religiosa. Orbene, a chi spettano il dovere e la responsabilità dell'educazione del fanciullo? Spettano in prima per dovere di natura ai genitori, i quali, dopo aver dato con Dio loro la vita, debbono necessariamente indirizzare e formare questa vita per il fine stesso per cui Dio ha voluto che fosse loro data. L'opera educativa cristiana dei genitori (ed in particolare della madre) deve essere per eccellenza catechistica. Non si richiede a ciò competenza speciale: amando Dio ed i figliuoli di amore sopranaturale troveranno negli avvisi, correzioni, ecc. il modo di crescerli in ambiente impregnato di spiritualità. Disgraziati quei genitori che non sentono la gravità di questo loro dovere e se ne disinteressano completamente. A completare quest'opera sono chiamati per divino mandato i sacerdoti cui incombe un dovere gravissimo imposto dalla Chiesa di impartire metodicamente ed assiduamente l'istruzione religiosa ai fanciulli mediante le scuole di dottrina cristiana. Ma quest'opera del sacerdote resta frustrata se non trova corrispondenza da parte dei genitori. Mi rivolgo quindi insistentemente a tutti i genitori della parrocchia perché vogliano cooperare efficacemente col sacerdote in questa importantissima opera educatrice dei loro figliuoli. Le donne ebree andavano a gara nel presentare i propri figliuoli a Gesù perché li benedicesse, li accarezzasse e rivolgesse loro la sua parola divina. Le madri cristiane devono fare tutto il possibile, anche a costo di sacrificare alle volte i loro interessi materiali, per presentare i loro figliuoli al sacerdote perché completi l'opera di educazione religiosa. Se i vostri figli saranno buoni, i primi a beneficiare di questa bontà sarete voi, ma questa bontà non si può attingere che da Dio Sommo Bene. Da qui la necessità di imparare sempre più e sempre meglio a conoscere Dio, conoscenza che può conseguirsi solo attraverso lo studio della dottrina cristiana. Genitori, pensate alla responsabilità che avete dinnanzi a Dio e alla società! Vogliate educarli e crescerli per Dio, per la Chiesa e per la società! Pensate all'ora solenne in cui Iddio, al giudizio, vi domanderà conto di ciò che avete e non avete fatto pei figli vostri, che sono sopratutto suoi, per quei figli pei quali pure Gesù Cristo è morto sulla croce e che vi affidò perché voi li educaste per lui e per la vita beata in cielo. Genitori! Che a nessuno di voi accada di essere maledetto da un figlio dall'eternità dell'inferno. Possiate sempre essere da loro benedetti, quaggiù e nella vita eterna del cielo.
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