1941 Agosto |
Doveri dei genitori per l’educazione (4) di Giovanni Chitussi |
I genitori sono i cooperatori naturali di Dio per dare e conservare la vita umana, essi quindi debbono pensare e provvedere ai propri figliuoli in tutto, secondo la mente di Dio. I genitori nel dare, crescere e sviluppare la vita dei figliuoli, devono in tutto entrare nelle viste di Dio di cui assunsero di essere cooperatori, non solo col dare la vita, ma con lo svolgerla e indirizzarla al fine ultimo voluto da Dio. Quindi i doveri dei genitori non riguardano solo la vita fisica e naturale dei medesimi, ma sopratutto la loro vita morale e religiosa. I doveri dei genitori per la vita morale e religiosa dei figli si assommano nella parola EDUCAZIONE. Educazione perché devono crescerli uomini onesti, educazione cristiana perché devono crescerli e formarli buoni cristiani. Ai nostri giorni l'argomento è di capitale importanza perché si vedono pochi genitori pensare seriamente a questo gravissimo dovere che essi hanno non solo verso i figli ma anche verso Dio a cui appartengono, il quale li ha loro affidati specialmente per educarli, e dai quali un giorno domanderà conto rigorosamente. Educazione cristiana. L'uomo non vive una vita sola, egli ne vive ben tre: la vita fisica per cui è uomo, la vita morale che lo rende onesto e morale, la vita religiosa o cristiana che lo rende santo e un giorno meritevole del Paradiso. Lasciamo da parte l'educazione fisica della quale mi pare che i genitori generalmente se ne interessano abbastanza. Mi sembra invece che i genitori in numero veramente impressionante intendano poco che cosa sia l'educazione morale e l'educazione religiosa, perché al catechismo domenicale non si vedono mai. Trovano il tempo tutte le feste per andare e condurre i figli al cinematografo, non lo trovano per andare al catechismo. Certi genitori hanno già incominciato a sentirne gli effetti perniciosi della loro trascuranza, della pessima educazione impartita e dei cattivi esempi dati. Quando poi vengono a trovarsi in condizioni tali da non essere più capaci da porre un freno Teoricamente l'educazione morale e l'educazione religiosa o cristiana si distinguono: in pratica poi, sono una cosa sola in quanto esse si confondono in una. La morale è fondata sulla religione, e senza religione non si dà vera morale, così l'educazione morale non può essere che religiosa e per noi cristiana, e senza religione non si può dare vera educazione. Pertanto l'educazione dei figliuoli cristiani deve essere educazione cristiana. In che cosa consista l'educazione cristiana. Dicendo che l'educazione deve essere cristiana intendiamo che essa deve formare non solo l'uomo onesto, ma cristiano quale Dio lo vuole perché esso viva quaggiù in modo da raggiungere un giorno il Paradiso, che lo spirito a cui s'ispira l'educazione, i principii sui quali si fonda, la ragione del bene a cui s'indirizza, tutto dev'essere cristiano. Educare cristianamente importa da parte dell'educatore la coscienza e la conoscenza della sua missione soprannaturale e l'indirizzo soprannaturale di tutto ciò che insegna, e specialmente dei motivi per cui si deve evitare ciò che è male e praticare ciò che è bene. Onde l'educazione cristiana s'indirizza all'intelligenza per insegnarle la verità e il bene, e alla volontà per formarla all'amore e alla pratica del bene conosciuto e all'avversione, all'allontanamento dal male e da ciò che trascina al male per indirizzarla a vivere secondo la verità conosciuta. Da quanto si è detto sopra ne consegue che l'educazione, ordinata a formare l'uomo onesto e cristiano, deve far sì che esso apprenda il vero, segua il bene, domini e vinca le proprie passioni, possegga un corpo che colla robustezza e sanità Istruzione, che vuol dire far conoscere all'intelligenza la morale e religiosa e svilupparla con lo sviluppo dell'intelligenza stessa. Formazione della coscienza, che vuol dire indirizzare e formare la volontà all'amore e alla pratica della legge morale e religiosa e all'abborrimento della sua violazione, del male, anche a prezzo di sacrifici. Allevare il figliuolo vuol dire crescerlo nella vita naturale o fisica che riguarda specialmente il corpo, educarlo vuol dire crescerlo nella vita morale e religiosa. L'educazione importa quindi necessariamente la conoscenza della verità. Senza di questa cognizione l'uomo crescerà incapace di apprendere e conoscere pienamente e più ancora di adempiere i suoi doveri. Un educatore ignorante, peggio ancora zoppicante, in materia morale e religiosa, non sarà mai un educatore. E si avverta che nessuna cosa può sostituire la religione, non la scienza, non la forza, non quella esteriorità gentile e cortese sulla quale troppi fanno affidamento. Queste cose possono coadiuvare l'educazione cristiana, ma non sostituirla, da sole, esse cadono dinanzi alle difficoltà, al sacrificio, alle passioni, agli interessi materiali. Nel prossimo numero vedremo a chi spettano il dovere e la responsabilità dell'educazione dei figliuoli. |