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LA DIFESA DI VENEZIA
Tutto il Veneto era così ricaduto sotto il dominio austriaco, tranne Venezia ed Osoppo. Verso la prima si diresse lo Zio Pietro, mentre lo Zio Domenico rientrava a Buja per cercare, dal nostro Paese, di essere utile al Forte di Osoppo. A Venezia lo Zio Pietro venne inscritto come soldato semplice nell'Artiglieria Volante. Il giorno 27 ottobre, con una sezione di batteria, fece parte della fortunata sortita di Mestre, che costò agli Austriaci 200 morti e 575 prigionieri. Dopo poco venne promosso caporale e nel febbraio 1849 sergente, e destinato all'Artiglieria Terrestre, al Forte di Malghera, quale comandante del Bastione N. 1, munito di 5 cannoni e 2 mortai da bombe. Il 17 maggio con una bomba di 12 pollici, ben diretta, distrusse al nemico una piattaforma e delle parallele in lavoro contro Malghera e ne ebbe gli encomi dal Generale Àrmandi. Il giorno 21 ricevette una ferita, ma non perciò volle abbandonare il suo posto. I giorni terribili del 24, 25 e 26 maggio lo trovano costante al suo bastione, dove ebbe smontati, dal fuoco infernale delle artiglierie nemiche, i due mortai e 4 cannoni, mentre l'unica bocca da fuoco ancora utilizzabile veniva danneggiata da 5 palle nemiche. Il giorno 26, l'ultimo della mirabile difesa, per il valore addimostrato Pietro Barnaba venne nominato Sottotenente sul Campo di Battaglia. Caduto il Forte di Malghera, raggiunse Venezia per il lungo ponte che la unisce alla terraferma. Ma ivi giunto, la ferita prima riportata, e che per gli strapazzi era venuta irritandosi, lo costrinse per qualche giorno al riposo. Guarito venne comandato al gran Piazzale della strada ferrata. Aveva 24 ore di servizio e 24 ore di riposo e vi fu costante fino all'ultimo momento, anzi, per la sua energia fìsica, veramente invidiabile, fu adoperato più di qualsiasi altro ufficiale. Fu tra gli ultimi ad abbandonare il gran Piazzale e l'ultimo colpo di cannone fu da lui stesso tirato a bruciapelo contro gli austriaci che stavano scavalcando il bastione. Prima di ritirarsi volle però tagliare un lembo della bandiera che egli conservò, fino all'ultimo istante di sua vita, come preziosa reliquia, ora disgraziatamente andata dispersa. A Venezia pure, come a Vicenza, venne decretata la Medaglia d'Oro al Valor Militare. |