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LA DIFESA DI VICENZA E DI PADOVA
A Treviso ove si ritirò il corpo d'esercito del Ferrari si sciolse la Legione Friulana ed i nostri Zii raggiunsero rapidamente Venezia, dove portarono al Manin le notizie della battaglia di Cornuda. Saputo però che il nemico marciava su Vicenza quivi accorsero volonterosamente. Furono incorporati, lo Zio Domenico in una legione di Volontari Romani e Veneti, e lo Zio Pietro nell'artiglieria Civica, e destinati alla difesa della barriera e sobborgo di S. Lucia, dove rimasero dal 20 maggio fino all'ultimo istante cioè quando nella memorabile giornata del 10 giugno, la Città, dopo esser stata sottoposta ad intenso bombardamento, venne assaltata da 42000 uomini. La difesa fu strenuissima, da barricata a barricata, da via a via, ed il nemico vi perdette oltre 2500 uomini. Anche qui però il numero finì per prevalere sul valore. Per questa mirabile difesa la Città venne poi insignita di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Corsero allora i nostri a Padova per porsi a disposizione di quel Comitato di Difesa. Vi giunsero il 12 giugno, ma la Città, due giorni dopo apriva le sue porte al nemico, che vi entrava senza colpo ferire. |